E’ in programma il primo giro del mondo in nove giorni senza scali con un aereo alimentato a idrogeno, a emissioni zero. L’aereo sarà pilotato da Bertrand Piccard e Raphael Dinelli. Climate Impulse è il nome della missione che è in elaborazione dal 2024 e che ha programmata il volo per il 2028.
Gli aerei a idrogeno rappresentano una soluzione chiave per decarbonizzare l’aviazione con l’obiettivo di ridurre e azzerare le emissioni, ma mai come in questo momento rappresentano anche una speranza alla grave crisi petrolifera in atto.
Picard, esploratore svizzero, aveva già fatto parlare di se nel 2016 quando compì l’impresa di fare il giro del mondo a bordo di un aereo fotovoltaico con il volo Solar Impulse.
L’obiettivo è dimostrare che le soluzioni per costruire uno sviluppo più pulito ed efficiente esistono e portano a risultati straordinari. I lavori di ricerca, progettazione e sviluppo iniziati due anni fa, con il contributo di Airbus, Daher, Capgemini, oggi sono nella fase costruttiva che durerà altri due anni. In solo quattro anni e dopo tutti i test previsti, nel 2028 l’aereo spiccherà il volo attorno all’Equatore.

La società scientifica belga Syensqo ha sempre supportato le missioni di Picard, ma con un moto di orgoglio nazionale, possiamo sottolineare che stavolta l’Italia sarà la protagonista di questa storica impresa. Infatti è nei due stabilimenti italiani di Syensqo, Bollate (Milano) e Spinetta (Alessandria) che si sta realizzando la ricerca innovativa di materiali, mentre nella regione della Loira, sono in via di sviluppo parti dell’aereo e da lì partiranno i test necessari.
Intanto si lavora per la produzione di idrogeno da energie rinnovabili e su celle a combustibile per utilizzarlo, ma il problema più acuto si rileva nella capacità di mantenere l’idrogeno liquido a – 235°C durante i nove giorni di volo. Questo richiede innovazioni rivoluzionarie nella creazione di serbatoi termici adatti, che aprono nuovi orientamenti nella tecnologia aeronautica.
“A Bollate abbiamo 300 ricercatori attivi in tanti settori diversi tra cui l’idrogeno. Sull’idrogeno stiamo sviluppando una chimica speciale. L’idrogeno verde, come vettore energetico è una soluzione tecnologicamente possibile ed è anche molto efficace rispetto al motore a combustione, la cui efficienza è al 30%, mentre l’idrogeno utilizzato in cella combustibile lo è al 50%” spiega Marco Apostolo, direttore del cento ricerca Syensqo di Bollate. “Riteniamo che questa nuova sfida cambierà davvero il futuro dell’aviazione“.
