Convivere con un cane previene l'eczema nei bambini

Vivere con un amico a quattro zampe potrebbe essere la giusta soluzione per ridurre il rischio di sviluppare la mutazione genetica che espone i bambini

SALUTE
Francesca Danila Toscano
Convivere con un cane previene l'eczema nei bambini

Vivere con un amico a quattro zampe potrebbe essere la giusta soluzione per ridurre il rischio di sviluppare la mutazione genetica che espone i bambini

Un gruppo internazionale di ricercatori guidato da scienziati delle Università di Edimburgo e Bristol, della London School of Hygiene & Tropical Medicine e dell’Helmholtz di Monaco ha rivelato che avere un cane in casa potrebbe aiutare a prevenire l’eczema nei bambini geneticamente predisposti alla condizione cutanea. Nello specifico, se i più piccoli sono esposti nella prima infanzia al contatto con l’animale, hanno meno probabilità di sviluppare la malattia della pelle. Il risultato della ricerca dimostra che le possibili cause dell’eczema possono essere genetiche e che i fattori ambientali influiscono sulla patologia.

Che cos’è l’eczema?

Noto anche come dermatite atopica, è una condizione cutanea cronica e non contagiosa che causa secchezza, arrossamento, infiammazione e prurito intenso della pelle. È molto comune nei bambini, spesso comparendo nei primi mesi di vita. Questa patologia non ha una cura definitiva, ma i sintomi possono essere controllati efficacemente con una corretta routine di gestione. Variabili in intensità e localizzazione in base all’età del bambino, i più comuni includono:

  • Prurito intenso: il sintomo più fastidioso, che può essere così forte da interferire con il sonno e la qualità della vita del bambino.
  • Pelle secca e squamosa: la pelle appare disidratata e può desquamarsi.
  • Arrossamento e gonfiore: compaiono chiazze rosse e infiammate sulla pelle.
  • Vescicole e crosticine: in fase acuta, possono comparire piccole vescicole piene di liquido che si rompono e formano croste.
  • Ispessimento della pelle: a causa del grattamento cronico, la pelle può diventare più spessa e ruvida.

Nei bambini, l’eczema si manifesta tipicamente sul viso, sul cuoio capelluto, sulle guance, all’interno dei gomiti e dietro le ginocchia, ma può colpire anche altre parti del corpo. Essendo una malattia multifattoriale coinvolge diversi fattori: Predisposizione genetica, disordine della barriera cutanea e fattori ambientali.

Lo studio

I test di laboratorio hanno offerto una possibile spiegazione a livello molecolare. Nelle cellule della pelle umana con la variante genetica a rischio, i segnali molecolari provenienti dal cane, che in altre circostanze potrebbero scatenare una reazione allergica, hanno agito per sopprimere l’infiammazione della pelle.

Le conclusioni sono state tratte dopo aver analizzato i dati di quasi 300.000 persone in Europa, scoprendo un’interazione significativa tra l’esposizione a un cane e una specifica variazione genetica legata all’eczema.

Gli scienziati hanno ipotizzato che l’esposizione precoce a una varietà di microrganismi, attraverso il contatto con cani e fratelli maggiori, possa aiutare il sistema immunitario del bambino a svilupparsi in modo più equilibrato. I bambini con una mutazione del DNA che aumenta il rischio di sviluppare l’eczema avevano meno probabilità di manifestare la malattia se erano stati esposti a un cane in tenera età.

L’analisi iniziale di oltre 25.000 individui ha evidenziato inoltre, una relazione tra sette fattori ambientali: possesso di un cane, fratelli maggiori, possesso di un gatto, allattamento al seno, fumo, uso di antibiotici e abitudini di lavaggio, e perlomeno una variante genetica accertata per l’eczema.

Lo studio è stato in seguito, replicato su un gruppo più ampio di quasi 255.000 persone. I ricercatori hanno notato che l’interazione più forte messa in luce era quella tra una regione del codice del DNA che aumentava il rischio di eczema, ma anche che nei bambini e neonati le cui famiglie possedevano un cane da compagnia, tale rischio svaniva.

La variazione nel codice genetico, si trovava in prossimità di un gene per il recettore dell’interleuchina-7 (IL-7R), una proteina implicata nella funzione delle cellule immunitarie e nell’infiammazione.

Questi risultati forniscono una comprensione più profonda dell’interazione tra i geni e l’ambiente, che potrebbe portare a nuovi approcci per la prevenzione e il trattamento dell’eczema in futuro.