COVID-19: PLASMA DI VACCINATI CONVALESCENTI EFFICACE CONTRO VARIANTE OMICRON

Lo dimostra una ricerca internazionale guidata dal dottor Daniele Focosi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana.

SALUTE
Francesca Franceschi
COVID-19: PLASMA DI VACCINATI CONVALESCENTI EFFICACE CONTRO VARIANTE OMICRON

Lo dimostra una ricerca internazionale guidata dal dottor Daniele Focosi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana.

Il plasma dei convalescenti vaccinati, risorsa abbondante tra i donatori periodici di sangue, è nella totalità dei casi ad altissimo contenuto di anticorpi in grado di neutralizzare tutte le varianti Omicron fin qui conosciute (BA.1, BA.2 e BA.4/5). A rivelarlo uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature Communications . Lo studio – che ha preso in esame la plasmaferesi abituale effettuata dai donatori periodici di sangue – è stato guidato da Daniele Focosi, dottore della Sezione dipartimentale Officina trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa.

La scoperta, realizzata con la collaborazione di prestigiose istituzioni quali Mayo Clinic e John Hopkins University, dimostra come questo fenomeno, noto più comunemente con il termine di “immunità eterologa”, rende molto più difficile al virus evadere dal controllo del plasma di quanto sia avvenuto fino ad oggi con gli anticorpi monoclonali.

Di fatto, occorre ricordarlo, la ricerca sul plasma convalescente non si è mai arrestata proprio per quei pazienti (mezzo milione solo in Italia) che non ottengono risposte protettive in seguito alla vaccinazione. Recenti studi hanno infatti mostrato come il plasma dei convalescenti vaccinati (che contiene fino a 100 volte più anticorpi rispetto a quello dei convalescenti non vaccinati) sia in grado di dimezzare la mortalità proprio nei pazienti immunocompromessi.

Lo studio su Nature va quindi a rafforzare le immediate prospettive terapeutiche già in atto da mesi nell’Area vasta Toscana nord-ovest. Infatti l’Officina trasfusionale, diretta dalla dottoressa Maria Lanza, da 2 anni e mezzo produce e distribuisce agli ospedali di Toscana e di altre Regioni unità di plasma convalescente, raccolte nei Servizi trasfusionali esclusivamente da soggetti vaccinati e guariti dall’infezione negli ultimi 6 mesi. Nel solo 2022 sono state distribuite oltre 50 unità per il trattamento di decine di pazienti immunocompromessi, su richiesta dei colleghi dei reparti di malattie infettive.

Per questi soggetti fragili, dunque, la ricerca di terapie efficaci e tollerabili rimane una priorità per i sistemi sanitari, soprattutto in vista dell’imminente ondata sostenuta da varianti resistenti a tutti gli anticorpi monoclonali fin qui autorizzati. Ad inizio pandemia – sebbene questa terapia abbia polarizzato l’opinione pubblica per quasi 2 anni con posizioni diametralmente opposte – il plasma convalescente fu testato sulla popolazione generale di pazienti immunocompetenti, vale a dire capaci di produrre anticorpi quando le cellule del sistema immunitario sono esposte ad antigeni, mostrando un’efficacia sovrapponibile a quella degli altri antivirali se somministrato negli stadi iniziali di malattia e con alto contenuto di anticorpi.

In seguito l’interesse per questa tipologia di terapia era scemato grazie alla disponibilità di antivirali orali e degli anticorpi monoclonali. Ma nessuno di questi ultimi farmaci è stato mai formalmente studiato per i pazienti immunocompromessi. Ecco che lo studio pubblicato su Nature va ad aprire altre interessanti brecce riguardanti il Covid-19 che, comunque e nel mondo, costituisce ancora oggi un’emergenza.

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