Il conflitto tra Russia e Ucraina ha a dir poco sconvolto il settore energetico. La guerra infatti ha esacerbato la tendenza al rialzo dei prezzi delle materie prime e di fonti energetiche quali il gas, di cui la Russia è il principale esportatore globale. In questo ultimo periodo le quotazioni del gas naturale hanno sfiorato i 300 euro al megawattora, quasi 10 volte i livelli di un anno fa. Le tensioni geopolitiche hanno quindi portato i paesi europei a pensare a delle soluzioni per rendersi sempre più indipendenti dall’approvvigionamento russo. Come è ovvio però, comunque vada, queste soluzioni non saranno disponibili completamente per il prossimo inverno, sempre più vicino, mentre il blocco delle forniture da parte della Russia, sta avendo un profondo impatto sui prezzi dell’energia in Europa.
Tra i principali protagonisti di questa partita ci saranno gli elevati costi delle bollette per i consumatori. Ma la necessità del risparmio energetico, è solo dovuto alla pessima situazione geopolitica? È d’obbligo chiarire che inizialmente (già nel 2020) che gli aumenti erano dovuti a ragioni economiche. Infatti la ripresa economica, post lockdown si è rivelata più rapida del previsto, facendo aumentare la richiesta di gas, assieme a quella di tutte le materie prime, dall’altro la produzione elettrica europea da energia rinnovabile (soprattutto eolica) si è rivelata più bassa dell’atteso, facendo lievitare il ricorso al gas. Eppure la consapevolezza che le energie rinnovabili sono invece il futuro del pianeta è da tempo presente sul tavolo dei grandi del mondo, perché non si esauriscono, non inquinano e sono a disposizione di tutti. In sostanza rispettano il mondo naturale, a differenza delle fonti energetiche non rinnovabili che di fatto implicano la distruzione delle risorse.
I vantaggi sono evidenti sia per la salute dell’uomo che per l’ambiente e la salvaguardia del pianeta, rispetto alle fonti fossili, che generano sostanze inquinanti e sono una delle principali cause di effetto serra e riscaldamento globale. Senza contare i vantaggi relativi alle spese e ai costi in bolletta, decisamente inferiori quando si utilizzano fonti di energia rinnovabile.

Intanto però davanti ai ritardi di tutti i paesi europei su questo fronte, chi più chi meno, l’inverno alle porte si profila piuttosto “buio”. Per far sì, quindi, che il processo di risparmio energetico si avvii, e le famiglie italiane non siano sovrastate dagli aumenti in bolletta, il nostro Governo ha pubblicato delle raccomandazioni che promuovono comportamenti virtuosi da parte dei cittadini.
Le misure previste, a costo zero, dei comportamenti nel “piano nazionale di contenimento di consumi di gas naturale” del ministero della Transizione Ecologica, sono implementabili attraverso una campagna di sensibilizzazione al fine di suggerire come risparmiare i consumi, con effetti positivi anche sull’ambiente. Ecco quindi i suggerimenti e quali comportamenti adottare per dare una mano alle nostre tasche e al pianeta.
- Riduzione della temperatura e della durata delle docce;
- Utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo;
- Abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno;
- Uso di lavastoviglie, lavatrici, asciugatrici a pieno carico;
- Distacco della spina di alimentazione degli elettrodomestici quando non sono in funzione;
- Spegnimento o inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando si è in vacanza;
- Non lasciare in stand by Tv, decoder, stampanti, Pc e altri dispositivi elettronici;
- Riduzione delle ore di accensione delle
Ulteriori risparmi possono conseguirsi con misure comportamentali che richiedono investimenti anche piccoli da parte degli utenti, come ad esempio:
- sostituzione di elettrodomestici e climatizzatori a più elevato consumo con quelli più efficienti;
- installazione di nuove pompe di calore elettriche in sostituzione delle vecchie caldaie a gas; installazione di pannelli solari termici per produrre acqua calda;
- sostituzione di lampadine tradizionali con quelle a led.
Piccoli contributi individuali e di nuclei famigliari che ci fanno risparmiare sulle bollette e contribuiscono a contrarre il consumo di energia inquinante. Poi non resta che aspettare il piano sulle fonti energetiche alternative, sulle quali però siamo agli ultimi posti in Europa.
