DAITARN III

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
DAITARN III

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo Originale: Muteki Kojin Daitarn 3
Anno di produzione: 1978
Episodi: 40
Prima trasmissione in Italia: 1980, Rete A
Edizione italiana a cura di: Manlio Camastro
Direzione del doppiaggio: Antonia Forlani
Sigla: I Micronauti

Il pianeta Terra è minacciato dai Meganoidi, una popolazione di cyborg creata dal genere umano e poi sfuggita al suo controllo.

Dotati di grandi poteri, i cyborg riescono a trasformarsi in giganteschi robot  Megaborg.

A difendere la Terra c’è Daitarn III, un robot pilotato da Haran Benjo, figlio di quello stesso scienziato che ha progettato i Meganoidi.

Insieme con lui il fidato maggiordomo Garrison, le bellissime Reika e Beauty e il piccolo Toppy.

I combattimenti si susseguono, fino a giungere alla battaglia finale su Marte, pianeta occupato dai Meganoidi.

Solo adesso, da un lungo sonno nel quale era sprofondato, si risveglia Don Zauker, il cyborg più potente mai creato.

È la battaglia più dura per il Daitarn III, all’ultimo sangue, ma coronata dalla  vittoria sui cyborg.

Tornato sulla Terra, il gruppo si scioglie definitivamente: Beauty ritorna a vivere con il facoltoso padre, Toppy lascia la villa con la sua sacca sulle spalle senza una meta,  Reika si allontana inghiottita dalla notte.

Io c’ero*</em
Pur essendo una serie robotica, “Daitarn III” è stato il primo anime a presentare situazioni e caratterizzazioni, tra l’ironico e l’esilarante, che hanno sdrammatizzato il modo serioso delle classiche serie robotiche. È peraltro vero che in Mazinga Z e Grande Mazinga esistevano siparietti comici e personaggi caricaturali come Boss e il suo robot, ma la stravaganza di Alan Benjo e di Daitarn, che quasi ci ricorda Lupin, rimane un’eccezione.

Gli stessi Meganoidi, spesso incarnano i difetti degli esseri umani, portandoli all’eccesso e creando situazioni grottesche.
Esente da censura, nella serie Alan Benjo viene ispezionato tra le gambe da un soldato meganoide che sembra rimanere colpito dall’armamento del protagonista.

Il successo in Italia è stato tale da essere una delle poche serie robotiche ancora trasmesse, sebbene da emittenti televisive minori.
Recentemente, l’intera serie è stata ridoppiata e proposta in versione home video.

 *Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

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