Gradoli (VT) – La storia di Andrea Occhipinti, vignaiolo nel suggestivo territorio della Tuscia, è un affascinante racconto di conversione e profondo legame con la terra. Nato e cresciuto nel cemento di Roma, Occhipinti è oggi uno dei principali esponenti del vino naturale nel Lazio, il produttore che ha riscoperto e valorizzato i vitigni autoctoni sulle sponde del Lago di Bolsena.
La scelta di campo
La sua avventura inizia in modo inaspettato, lontano dalla campagna: “Sono di Roma, nato e cresciuto a Roma; quindi, non avevo niente a che fare con la vita in campagna, con l’agricoltura in generale. Proprio due mondi opposti, direi”, racconta Andrea.
Dopo due anni di Economia, il cambiamento arriva all’Università della Tuscia a Viterbo, dove inizia a studiare Agraria. L’interesse per la viticoltura scocca in quegli anni, culminando nella tesi di laurea sulla zonazione dell’Aleatico di Gradoli.
Gradoli, sul versante nord del Lago di Bolsena, è il suo punto fermo. Quest’area è geologicamente cruciale: si trova sulle pendici del vasto distretto vulcanico dei Monti Volsini, la cui caldera ha dato origine al Lago di Bolsena. I terreni qui sono costituiti principalmente da sabbia e lapillo vulcanico, ricchi di elementi minerali che conferiscono al vino una particolare sapidità e freschezza. L’azienda si stabilisce lì, e la prima vendemmia ufficiale arriva nel settembre 2004.

La Filosofia del vino naturale e i vitigni autoctoni
Occhipinti pratica un’agricoltura rigorosamente biologica, focalizzata sulla valorizzazione delle uve
locali. Per lui, il vino naturale è semplicemente: “Vino senza intervento, senza chimica, vino di uva
e basta”.
L’obiettivo di Andrea è preservare e valorizzare le caratteristiche dei vitigni autoctoni, in particolare:
- Aleatico: Il vitigno rosso aromatico, vero protagonista della DOC di Gradoli, utilizzato anche in purezza (come nel vino Alea Viva).
- Grechetto Rosso: Un raro vitigno autoctono della zona che contribuisce a vini di grande struttura.
- Procanico e altre uve bianche locali: Utilizzati per i vini bianchi territoriali (Sottobanco).
L’impegno maggiore è sul campo, con l’obiettivo di ottenere l’uva migliore possibile senza l’uso di sistemici. È fondamentale rispettare “tutto l’ecosistema che ruota intorno alla vigna” ci racconta Andrea, poiché la vigna è vista come parte di un sistema che “si autoregola”. Le operazioni in cantina sono dunque, ridotte al minimo. Si eseguono fermentazioni spontanee in vasche di cemento o anfore di terracotta, senza aggiunte.
“Per me il vino è vino, cioè il mio vino è un vino di territorio, quindi è di questo territorio, è l’espressione dell’uva di questo territorio senza modificarla”, sostiene Andrea.
Il risultato è un vino che non viene nemmeno filtrato, esprimendo infatti, pienamente il carattere del territorio vulcanico e lacustre. Un vino che viene esportato anche all’estero, valorizzato moltissimo sui mercati internazionali proprio grazie alla sua autenticità e alla sua origine vulcanica.

L’espansione a Mezzano e i cavalli
Nonostante avesse considerato l’espansione in altre regioni, Occhipinti ha consolidato il suo progetto a livello locale. Tra il 2017 e il 2018, ha acquistato un nuovo terreno sul Lago di Mezzano, un piccolo cratere vulcanico vicino a Bolsena, creando di fatto una seconda azienda. La vera sorpresa è l’integrazione di un progetto di piccolo allevamento di cavalli da corsa, una sua grande passione.
“Ho fatto un progetto anche di un piccolo allevamento di cavalli… A me piacciono le corse dei cavalli”. L’azienda alleva fattrici e puledri in aree di fondovalle non adatte alla vigna. L’obiettivo attuale, dopo questi importanti investimenti, è il consolidamento del progetto.
L’intervista con Andrea fotografa perfettamente la realtà del produttore naturale: un uomo la cui passione per la terra e il vino non conosce protocolli rigidi o orari. Andrea Occhipinti non è solo un vignaiolo, ma il custode indaffarato di un ecosistema e un’identità territoriale che esige costante presenza e dedizione, dove la vita di campagna e il lavoro in cantina si fondono in un ciclo inarrestabile e vitale.
