Decifrati i primi genomi antichi del "Green Sahara"

Uno studio svela la preistoria del Sahara, attraverso il Dna di due individui, mummificati, di 7000 anni fa.

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Maria Grazia Ardito
Decifrati i primi genomi antichi del "Green Sahara"

Uno studio svela la preistoria del Sahara, attraverso il Dna di due individui, mummificati, di 7000 anni fa.

Nuove informazioni sulla preistoria del deserto del Sahara ci arrivano da uno studio che ha decifrato i primi genomi antichi del “green Sahara”, pubblicato su Nature.

Sappiamo ormai che tra i 12.000 e i 5000 anni fa, quello che oggi ci appare come un’immensa e affascinante distesa di sabbia color oro, Il Sahara, era una terra fertile.

L’area nel Periodo Umido Africano aveva tutt’altro aspetto dal deserto che identifichiamo oggi. Era una savana verde, ricca di acqua e addirittura circa 30.000 anni fa era ricca di rigogliose foreste che ricoprivano le montagne.

La composizione dell’area permetteva quindi insediamenti umani, dediti alla pastorizia.

Non rappresentava, come oggi, una barriera geografica per gli spostamenti umani tra l’Africa sub-sahariana e le coste mediterranee del continente.

La storia dei movimenti umani attraverso il Sahara non è racchiusa solo nei reperti archeologici, risalenti agli antichi insediamenti, ma anche nel nostro genoma.

Proprio per analizzare il popolamento di questa regione i ricercatori, quindi, guidati dal Max Planck institute di Lipsia, dall’Università di Firenze e dall’Università la Sapienza di Roma, hanno analizzato il Dna di due individui, naturalmente mummificati, scoperti nel deserto.

Secondo lo studio i due individui, risalenti a circa 7000 anni fa, erano parte di un gruppo di pastori e appartenevano a una linea umana nordafricana, a lungo isolata, e ora estinta.

Questa linea umana aveva solo una minima componente genetica non africana, il che fa dedurre che l’allevamento di bestiame potrebbe essersi diffuso nel ‘green Sahara’ attraverso lo scambio con altre culture, e non per migrazioni di massa.

Grazie anche ai dati forniti dai genomi antichi che non mostrano ascendenze subsahariane, si arriva dedurre, che il green Sahara non era una linea di collegamento tra l’Africa del Nord con l’Africa, come si era desunto in precedenza da altri studi.

Solo la successiva aridificazione ha trasformato quell’area nel più grande deserto del mondo, facendo scomparire, o meglio scarseggiare il Dna.

Per questo lo studio del team assume una importanza fondamentale, per la ricostruzione della storia umana nelle regioni del Nord Africa Centrale.