Aggiudicati per un importo di 5milioni e 440 mila euro i lavori di consolidamento dell’ultimo lotto di Monte Pellegrino. Si tratta della zona “B”, quella nord orientale del promontorio che sovrasta la città di Palermo e che comprende le pareti di Punta Priola e quelle che si affacciano sul complesso residenziale “Le Rocce”.
L’esito della gara espletata dalla Struttura per il contrasto al dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e diretta da Salvo Lizzio, affida l’intervento all’associazione temporanea di imprese che fa capo al Consorzio Triveneto Rocciatori di Fonzaso, in provincia di Belluno. Anche in questo caso, il team di operai specializzati avrà il compito di individuare e rimuovere i massi instabili, applicare reti d’acciaio e installare barriere per neutralizzare eventuali crolli.

«Tengo a sottolineare – afferma il governatore – la celerità con la quale abbiamo definito anche quest’ultima procedura, accorciando i tempi e mantenendo con largo anticipo l’impegno a completare la gara entro fine anno. Adesso su tutti e quattro i versanti potranno cominciare le opere di messa in sicurezza destinate a salvaguardare l’incolumità delle persone. Si tratta, lo ribadisco, di un’operazione di portata storica per la quale la Regione, in sinergia con l’amministrazione cittadina, non ha lesinato energie e risorse, come dimostra pure l’attività di monitoraggio ambientale che abbiamo finanziato con un milione di euro per tutelare rigorosamente l’ecosistema della Riserva».
Le opere sulle pareti coprono, dunque, l’intero prospetto roccioso della montagna che domina il capoluogo dell’Isola – i cosiddetti lotti “A”, “B”, “C” e “D” – e, complessivamente, sono state appaltate per un importo di circa 27 milioni di euro.
Nel frattempo non si arresta la lotta la dissesto idrogeologico. Infatti la Struttura di contrasto al dissesto idrogeologico ha programmato la messa in sicurezza del castello manfredonico di Mussomeli, nel Nisseno. L’edificio rappresenta una delle fortezze più belle dell’Isola per l’originalità della sua architettura e si trova in un’area con la più alta classificazione di rischio e di pericolo. Per questo motivo, sono necessarie opere urgenti.

Gli uffici di piazza Florio, diretti da Salvatore Lizzio, hanno fissato al 18 novembre il termine per la presentazione delle domande. L’importo dei lavori a base di gara ammonta a 3,4 milioni di euro.
«Questo intervento – commenta Schifani – ci consente di coniugare due aspetti legati al contrasto del dissesto idrogeologico come quello, prioritario, della salvaguardia della pubblica incolumità e quello della tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-monumentale. Sono obiettivi che ci impegnano ogni giorno e per i quali abbiamo messo in campo ingenti risorse finanziarie e professionalità di alto livello».
L’area in cui ricade il castello si trova a 1,5 km a est del centro abitato. La fortezza, edificata tra il 1364 e il 1367 sotto il dominio di Manfredi III di Chiaramonte, si staglia a un’altezza di 778 metri in un paesaggio caratterizzato da rilievi collinari argillosi e da una pendenza media.

Negli ultimi anni si sono registrati vari casi di caduta massi dal costone fino ai piedi della rupe che hanno minacciato le strutture murarie e compromesso la bellezza del paesaggio. Un vero e proprio pericolo per i visitatori, in primis turisti e scolaresche. È quindi necessaria la messa in sicurezza della parete rocciosa.
Le soluzioni tecniche previste consistono nella sistemazione idraulica del torrente Burgitello e nel decespugliamento del versante. Verranno, inoltre, rimossi piccoli massi e pietre instabili. Previsto, inoltre, il consolidamento del costone e il riempimento di tutte le fratture lungo le pareti rocciose nelle quali attualmente si infiltra la pioggia.
