La notizia è arrivata all’alba, affidata ai canali social ufficiali della società viola, e in pochi minuti ha fatto il giro del mondo: Rocco Commisso è morto. Il presidente della Fiorentina si è spento a 76 anni dopo un lungo periodo di cure. A comunicarlo è stato direttamente il club, con un messaggio carico di dolore che ha immediatamente scosso tifosi e ambiente calcistico.
“Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciato”, si legge nel post pubblicato dalla Fiorentina, condiviso e rilanciato migliaia di volte. Una frase semplice, ma sufficiente a fermare il tempo a Firenze, dove Commisso era diventato molto più di un proprietario: un simbolo di riscatto e appartenenza.
La società, nel messaggio diffuso online, ha voluto ricordare l’uomo prima ancora del dirigente. Marito di Catherine, padre di Giuseppe e Marisa, Commisso viene descritto come una guida per la sua famiglia e come una presenza costante e instancabile per il club, al quale ha continuato a dedicarsi fino agli ultimi giorni di vita, senza mai smettere di pensare al futuro della Fiorentina.
Nato a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, il 25 novembre 1949, Rocco Commisso aveva lasciato l’Italia giovanissimo, a soli 12 anni, per raggiungere il padre negli Stati Uniti. Da emigrato a protagonista del capitalismo americano, la sua è stata una storia di sacrifici e successo: studi brillanti, una carriera costruita passo dopo passo nel mondo della finanza e delle telecomunicazioni, fino alla fondazione di Mediacom Communications, oggi uno dei principali operatori via cavo degli Stati Uniti.
Ma il calcio era il suo primo amore. Un amore mai dimenticato, tornato centrale nel 2017 con l’acquisizione dei New York Cosmos e diventato totale nel giugno 2019, quando annunciò l’acquisto della Fiorentina. Un’operazione che segnò una svolta per il club viola e che lo legò definitivamente alla città di Firenze e ai suoi tifosi.
In questi anni Commisso aveva fatto della vicinanza alla squadra e al settore giovanile un tratto distintivo della sua presidenza: visite, parole dirette, strette di mano, carezze ai più giovani. Un presidente presente, capace di entusiasmare e dividere, ma sempre autentico.
Oggi Firenze si ferma. Lo stadio Franchi, i tifosi, il mondo del calcio italiano salutano un uomo che ha lasciato un segno profondo. L’annuncio sui social della società viola ha aperto una giornata di lutto e commozione: Rocco Commisso non c’è più, ma il suo nome resterà inciso nella storia della Fiorentina.
