È scienza: la dieta bio-mediterranea fa bene alla salute

I risultati di uno studio dell’Università di Tor Vergata ci dicono che il bio riduce i rischi di diabete, tumore e malattie cardiache.

SALUTE
Maria Grazia Ardito
È scienza: la dieta bio-mediterranea fa bene alla salute

I risultati di uno studio dell’Università di Tor Vergata ci dicono che il bio riduce i rischi di diabete, tumore e malattie cardiache.

La dieta mediterranea fa bene alla salute, riduce il rischio di diabete, tumori e malattie cardiache, soprattutto se gli alimenti sono biologici. Il mangiare ‘biologico’ diminuisce l’infiammazione generale dell’organismo e  abbassa il rischio cardiocircolatorio.

È il risultato raggiunto da uno studio dell’Università di Tor Vergata, guidato dalla professoressa Laura Di Renzo, che in questa prima tappa di ricerca, contraddistinta da una importante e dettagliata raccolta di dati sulla salute, sui valori nutrizionali dei cibi e sulla loro impronta ambientale, ha raggiunto risultati inediti.

Per un mese 15 volontari sono passati da una dieta fai da te a una mediterranea rigorosamente bio. La ricerca si è particolarmente concentrata sulla composizione del microbiota intestinale (cioè la qualità e varietà dei microrganismi che abitano nel nostro apparato digerente).

La nostra pancia, definita ‘il secondo cervello’ del nostro corpo, è, come si sa, popolata da batteri buoni e batteri cattivi, i primi aumentano le nostre difese, i secondi tendono a creare infiammazioni. Il team dell’Università ha analizzato il prima e il dopo le due settimane di alimentazione guidata.

Lo studio ha rilevato che  con l’alimentazione di cibi biologici i batteri ‘amici’ della nostra salute sono aumentati del 25%, mentre quelli cattivi sono diminuiti fino al 50%.

I ricercatori hanno quindi concluso che seguire una dieta bio-mediterranea fa correre minori rischi di contrarre malattie cardiovascolari, diabete e tumori, grazie a un complessivo effetto immunomodulante e detosifficante.

La ricerca, presentata alla Camera dei deputati, avrà evidenza grazie a una campagna di comunicazione organizzata dalle maggiori realtà del biologico: FederBio, AssoBio, Consorzio il Bioligico.

Queste organizzazioni, che ovviamente non hanno espletato né programmato la ricerca, né l’elaborazione dei dati, hanno realizzato la campagna di diffusione, avvalendosi di due dei 15 volontari esaminati, Tatiana e Dario, che sono stati seguiti nelle varie fasi. Ora sono i protagonisti della campagna social “il bio dentro di noi” .

I dati ottenuti dalle analisi effettuate sui 15 volontari hanno preso in considerazione diversi parametri, permettendoci di raccogliere una quantità enorme di risultati”, ha dichiarato Laura Di Renzo, direttrice della Scuola di specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Tor Vergata. “Tra questi ci sono le abitudini alimentari, lo stile di vita e l’esposizione a sostanze inquinanti.”

“I risultati hanno mostrato – ha concluso la Di Renzo- che una dieta composta esclusivamente da alimenti biologici riduce l’esposizione a sostanze chimiche nocive, come pesticidi e fertilizzanti sintetici, rafforzando le barriere naturali del corpo contro infiammazioni e danni cellulari.”