Infrastrutture e sicurezza stradale. La Carta Europea della Sicurezza Stradale (ERSC) è un’iniziativa della Commissione Europea che mira a migliorare la sicurezza stradale in tutta l’Unione Europea e oltre. È una comunità dinamica che riunisce oltre 4.000 membri, tra cui enti pubblici, organizzazioni private, associazioni e individui, tutti impegnati a ridurre il numero di incidenti stradali e le vittime della strada.
Di cosa si tratta?
I membri della Carta condividono esperienze, migliori pratiche e progetti volti a migliorare la sicurezza sulle strade, con l’obiettivo di creare una rete collaborativa per prevenire incidenti e promuovere un comportamento responsabile. Inoltre, partecipando alla ERSC, i membri possono partecipare ad eventi e competizioni come il premio annuale “Excellence in Road Safety Awards”, dove vengono riconosciute le iniziative più innovative ed efficaci in tema di sicurezza stradale.
Tra i finalisti dell’edizione 2024, ci sono progetti provenienti da Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Austria, Spagna, Slovenia, Lussemburgo, Germania, Belgio, Italia e Danimarca.
I vincitori dei premi di quest’anno saranno annunciati durante una cerimonia giovedì 14 novembre 2024, a Bruxelles e online.
Le categorie per il 2024 sono:
- Miglior progetto a sostegno della sicurezza stradale per gli utenti vulnerabili della strada: pedoni e ciclisti;
- Miglior progetto a sostegno della sicurezza stradale nel motociclismo;
- Miglior utilizzo della tecnologia e dell’innovazione per promuovere la sicurezza stradale;
- Premio Sicurezza Stradale Urbana (aperto alle autorità comunali, cittadine e regionali);
- Miglior progetto che promuove l’educazione alla sicurezza stradale

IL PROGETTO ITALIANO
In Italia il 73% degli incidenti avviene sulle strade urbane, la velocità eccessiva è la prima causa dei più gravi e le vittime sono soprattutto utenti vulnerabili: persone a piedi, in bici o in moto. In questo contesto nazionale, nel 2022 Bologna ha registrato il 3° tasso di mortalità stradale più alto tra le quattordici grandi città italiane.
“Con Bologna Città 30 – partendo dai dati dell’incidentalità locale, dai piani internazionali, europei e statali, dalle evidenze scientifiche sulla velocità sicura dei 30 km/h in ambito urbano e dal successo di numerose città in Europa – ci siamo dati come obiettivo prioritario diminuire incidenti, morti e feriti sulle strade cittadine, riducendo il limite massimo di velocità e creando uno spazio stradale più favorevole e sicuro per la mobilità attiva, senza variazioni significative dei tempi di viaggio anche grazie a un traffico più fluido, con benefici ambientali e di salute” si legge sul sito istituzionale.

La Città 30 interpreta la sfida di unire in un progetto complessivo e dare attuazione concreta agli obiettivi generali del PUMS di Bologna del 2019:
- dimezzare l’incidentalità, incamminandosi verso la Vision Zero
- ridurre inquinamento atmosferico e acustico, nonché emissioni climalteranti da traffico, diminuendo la quantità di auto ed elettrificando i trasporti
- trasferire 255.000 spostamenti quotidiani che avvengono in automobile su modalità di trasporto sostenibili (mezzi pubblici, bici, piedi)
- trasformare lo spazio stradale da “conteso” a “condiviso”, migliorando accessibilità, qualità e sicurezza delle strade e piazze soprattutto nei quartieri dove le persone abitano, vanno a lavoro/scuola e passano il tempo libero.
