Inquinamento atmosferico e mobilità urbana: il rapporto – e la gestione – tra questi due fattori è uno dei grandi temi da affrontare e risolvere, all’interno del quadro generale dei processi da mettere in campo per condurre il mondo in cui viviamo ad una dimensione di sostenibilità ambientale. Anche perchè lo smog prodotto dal traffico cittadino fa ammalare ed uccide: la scienza su questo ormai non ha dubbi, da tempo. Riscaldamento globale, malattie polmonari, qualità della vita sempre peggiore sono tutte conseguenze anche del traffico incontrollato che caratterizza le grandi città. Come intervenire? Incrementando la mobilità sostenibile: mezzi pubblici alla portata di tutti e possibilmente poco inquinanti, utilizzo di mezzi privati dal basso impatto ambientale, razionalizzazione degli spostamenti. Ottime soluzioni, in teoria: ma la pratica è ben diversa, soprattutto in contesti urbani che per troppo tempo hanno assistito ad una gestione miope e confusa della mobilità urbana.
Cosa sta succedendo a Roma?
Quello che sta avvenendo a Roma in questi mesi, e soprattutto ciò che potrebbe avvenire nei prossimi, è un ottimo esempio di quanto sia difficile coniugare scelte amministrative di sostenibilità ambientale e gestione reale di una città nella quale vivono milioni di persone.
L’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, eletto nel 2021, ha preso una decisione molto forte: preso atto dei livelli di inquinamento atmosferico e posta la questione ambientale (e di salute) come priorità, dal mese di novembre di quest’anno nella capitale d’Italia sarà attiva una ZTL (Zona a Traffico Limitato) o “Fascia Verde” di dimensioni enormi. Con una discussa e – comunque la si pensi – epocale delibera, l’amministrazione capitolina ha deciso di allargare l’area a traffico limitato a, praticamente, quasi tutta la città. Alle consuete zone centrali si aggiungeranno infatti molti quartieri più periferici, arrivando quasi a lambire il Grande Raccordo Anulare. L’installazione dei varchi è iniziata già da qualche mese su Via Tuscolana, viale Palmiro Togliatti, via Casilina. Avviate da tempo anche le attività sui quadranti Laurentina e Montesacro: per chi vive a Roma, o quantomeno la conosce abbastanza bene, appare chiara la portata del provvedimento.
Tolleranza zero
Cinquantuno nuovi varchi, con tanto di telecamere, attraverso i quali sarà vietato l’ingresso a circa 350mila autovetture. Il divieto, almeno all’inizio, infatti riguarda i veicoli a benzina di categoria Euro 0, Euro 1, Euro 2 e, per quanto riguarda il diesel, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3. In prima battuta il divieto era riferito, per alcune fasce orarie, anche ai veicoli diesel Euro 4. Dal 15 novembre 2024, poi, nella “lista nera” dovrebbero entrate anche gli Euro 3 a benzina. Insomma, una politica di vera “tolleranza zero” nei confronti dei veicoli considerati inquinanti che, dati alla mano, sono centinaia di migliaia: auto “bandite” che accedono alla fascia verde anche da zone più esterne o da fuori Roma. Il provvedimento dovrebbe valere sia per i residenti – per cui decadrà quindi il pass ztl – sia per i non residenti. Perchè i condizionali? Ovviamente perchè la reazione dei romani non è stata unanime e positiva: Roma è una città che si affida moltissimo alla mobilità privata, visto e considerato che i divieti riguarderebbero anche ciclomotori, scooter e moto (mezzi di trasporto diffusissimi nella Capitale). Una città che si sposta moltissimo sulle quattro o sulle due ruote, e che nel giro di qualche mese dovrebbe rivoluzionare totalmente le sue abitudini, nella migliore delle ipotesi, o il parco macchine, nell’ipotesi peggiore. Anche perchè i romani usano tanto il mezzo privato perchè quello pubblico è, tendenzialmente, inaffidabile. O comunque percepito come tale.

“Il prezzo da pagare non ricada sui cittadini!”
La reazione di una parte dei romani è stata veemente: raccolte firma, petizioni on line, gruppi sui social, un malcontento decisamente tangibile. La protesta di una parte significativa della cittadinanza verte intorno ad una affermazione: il prezzo delle politiche green non può e non deve ricadere totalmente sulle spalle dei cittadini. Perchè, purtroppo, l’enorme “non detto” di tutta questa vicenda è un po’ questo: chi vive e lavora a Roma, ed è costretto ad attraversarla quotidianamente, per poterlo continuare a fare dovrà spendere dei soldi per cambiare macchina o moto. Infatti, tra le idee per rendere più morbidi gli effetti di questa delibera, c’è quella di introdurre ulteriori sussidi a quelli previsti dallo Stato per l’acquisto di auto o motoveicoli di ultima generazione: elettrici, ibridi o comunque aggiornati con le ultime tecnologie anti inquinamento. Sono temi in discussione, come ovviamente si parla di potenziamento del trasporto pubblico locale e delle disponibilità di car, moto e bike sharing. Tutte ottime idee, che però avranno i loro tempi di attuazione. La delibera invece c’è, e detta una tempistica molto precisa ed incalzante.
I passi indietro
A fronte delle energiche proteste, sia sociali che politiche, e forse anche sulla base di una valutazione un po’ più realistica della situazione, qualche settimana fa si sono registrati dei passi indietro da parte dell’amministrazione Gualtieri: ad esempio, lo stop al diesel Euro 4 ed alla benzina Euro 3 verrà fatto slittare, e saranno previste delle modalità per permettere una parziale circolazione ai veicoli più inquinanti: un numero massimo di chilometri consentiti gestiti tramite il sistema del move-in, che permette con un dispositivo montato sull’auto di contare i chilometri percorsi e segnalare la soglia limite raggiunta, o tramite un carnet di ingressi come avviene già a Milano. Parziali concessioni che però non vanno a risolvere la questione fondamentale della gestione di una transizione ecologica enorme in tempi stretti. L’irresponsabilità delle scelte politiche attuate negli ultimi venti o trent’anni ci ha portato in una situazione da “conto alla rovescia”: non solo a Roma, ma in tutto il mondo. E’ necessario trovare soluzioni rapide, e per farlo dovranno sacrificarsi tutti, istituzioni, imprese, cittadini. Tutti. Ma in che maniera deve essere suddiviso il peso del cambiamento? E’ legittimo, ad esempio, chiedere ad una collettività intera di prevedere una spesa importante – come quella relativa all’acquisto di un’auto o di uno scooter – per fronteggiare l’inquinamento, a fronte però di evidenti disfunzioni del servizio di trasporto pubblico? E’ un tema caldo e divisivo, oggi all’ordine del giorno a Roma ma che, presto o tardi, riguarderà davvero tutti.
