FENOMENO KISS ME LICIA - QUARTA PARTE

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e
passione…
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche
giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale.

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
FENOMENO KISS ME LICIA - QUARTA PARTE

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e
passione…
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche
giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale.

S_N PASSIONI: I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI – SPECIALE APPROFONDIMENTO

IL PRIMO ANIME GIAPPONESE TRASFORMATO IN TELEFILM AL MONDO: FENOMENO KISS ME LICIA – QUARTA PARTE

Il 3 ottobre 1986 prese il via su Italia 1 il primo telefilm al mondo, escludendo il Giappone, ispirato a un anime, ad un cartone animato nipponico. IL SUCCESSO DI KISS ME LICIA FU TALMENTE TRAVOLGENTE che Alessandra Valeri Manera, responsabile della fascia ragazzi Fininvest, prese una decisione EPOCALE, grazie al supporto della Merak Film, che ha cambiato la storia del mondo televisivo europeo e non solo. I protagonisti animati, si trasformarono in personaggi in carne ed ossa

…Di ritorno dal mercato televisivo di Cannes, Dove incontrò il fidato Galatoli, Valeri Manera assegnò il doppiaggio degli episodi di Kiss me Licia alla Merak Film…

Una volta in onda, sin dalle prime puntate l’anime raggiunse un ascolto senza precedenti, e sancì ufficialmente il successo della fascia serale dedicata ai cartoni animati. Con punte di quattro milioni d’ascoltatori Kiss me Licia diede filo da torcere persino ai telegiornali che, in onda alla stessa ora, videro calare i propri indici d’ascolto.

Con il successo arrivarono purtroppo anche i problemi, primo fra tutti la mancanza di una seconda serie. I telespettatori, piccoli e grandi, sollecitavano la continuazione delle avventure di Licia e anche un finale più deciso che unisse per sempre, sposi felici, i due protagonisti. L’ufficio di Valeri Manera, sommerso da lettere, telefonate, dati Auditel, si attivò per soddisfare le richieste. Rimettere però in piedi tutta la struttura nipponica per produrre una nuova serie di puntate animate si presentava come un progetto a lunga scadenza. Non bisogna inoltre dimenticare che l’intero staff si era ormai sciolto da tempo e che tutti i materiali della serie erano stati riciclati o distrutti, visto il flop sulle reti nipponiche.

Dopo infinite riunioni si arrivò a una soluzione che pareva folle: trasformare i protagonisti dell’anime in attori in carne e ossa.

Alla Merak nessuno si spaventò, anzi, si cominciò a studiare il cartone animato in ogni minimo particolare affinché la trasposizione potesse essere credibile. Tutto, nella realtà, doveva dare le stesse emozioni della versione anime. Difficili e impegnativi furono soprattutto i casting per trovare attori che fisicamente assomigliassero ai personaggi della serie animata. Costumisti e truccatori si diedero un gran daffare per trasformare con trucco, parrucche e costumi gli attori in verosimili cartoni. Il cast fu finalmente composto al termine di estenuanti selezioni. Per il ruolo di Mirko la scelta cadde su un giovane napoletano, modello per foto e sfilate, Pasquale Finnicelli. (continua…)

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