Fibrosi polmonare, modello per battere i ritardi diagnostici

Campania: un progetto regionale per una rete integrata di specialisti per garantire diagnosi precoce e cure adeguate

SALUTE
Federico Di Bello
Fibrosi polmonare, modello per battere i ritardi diagnostici

Campania: un progetto regionale per una rete integrata di specialisti per garantire diagnosi precoce e cure adeguate

Tre anni e mezzo. È questo il ritardo medio con cui, in Campania, un paziente affetto da fibrosi polmonare arriva a ricevere una diagnosi corretta. Un lasso di tempo che, in una malattia che senza trattamento porta all’insufficienza respiratoria entro quattro o cinque anni, può fare la differenza tra rallentare la progressione e trovarsi già in una fase avanzata. Per affrontare questo nodo critico, un progetto presentato a Napoli vuole ridisegnare la gestione della patologia nella regione, puntando su un modello di cura multidisciplinare capace di eliminare le disomogeneità assistenziali.

La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) e le forme di fibrosi polmonare progressiva (PPF) sono malattie croniche che avanzano in modo silenzioso: i sintomi – tosse secca persistente e progressiva difficoltà respiratoria – vengono spesso confusi con altre patologie, ritardando l’accesso alle cure. In Italia si stimano tra 25,6 e 31,6 casi ogni centomila abitanti; in Campania i pazienti sono tra 1.200 e 1.600, ma si tratta di una stima probabilmente al ribasso. Colpisce prevalentemente uomini over 65, con fattori di rischio che includono fumo, reflusso gastroesofageo, infezioni virali e familiarità.

A fotografare la situazione campana ci ha pensato una survey preliminare rivolta a pneumologi, radiologi e reumatologi operanti in ambito universitario, ospedaliero e nelle Asl regionali. I dati sono eloquenti: per il 58% degli specialisti intervistati, l’arrivo tardivo ai centri specialistici è il principale ostacolo alla diagnosi precoce. Solo il 17% può contare su una collaborazione multidisciplinare strutturata, mentre il 67% lavora in team informali e non formalizzati. L’11% collabora soltanto in modo occasionale. La rete dei centri prescrittori risulta soddisfacente per appena il 17% degli intervistati; il 44% segnala la mancanza di continuità assistenziale nel tempo e il 31% denuncia un coordinamento insufficiente tra specialisti ospedalieri e medici di famiglia.

La soluzione indicata quasi all’unanimità è l’istituzione di un “Fibrosi Board” multidisciplinare: per il 21% dei clinici ridurrebbe i tempi di diagnosi, per il 15% migliorerebbe l’accesso alle terapie innovative, per il 14% garantirebbe maggiore appropriatezza nelle scelte terapeutiche. In questa direzione si muove il progetto “Fibrosi polmonare in Campania – Consensus regionale IPF/PPF”, che mira a costruire una rete hub & spoke: centri di riferimento con tutte le competenze per porre la diagnosi e avviare le terapie, collegati a centri periferici dove il paziente può essere monitorato nel tempo.

«La fibrosi polmonare è una malattia invisibile – afferma Massimo Triggiani, dell’Aou San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno – perché procede silenziosamente e i sintomi compaiono solo quando l’apparato respiratorio è già severamente compromesso. Oggi abbiamo farmaci molto efficaci, per cui la diagnosi precoce è diventata fondamentale».

Concorda Enrico Tirri, direttore di Reumatologia all’Ospedale del Mare di Napoli, che sottolinea come l’interessamento polmonare sia una delle manifestazioni extra-articolari più temute nelle malattie reumatologiche, con un impatto pesante sulla prognosi e la qualità della vita.

Non meno urgente la questione economica: secondo Giuseppe Fiorentino, direttore di Fisiopatologia respiratoria all’Ospedale Monaldi, una forma progressiva e aggressiva richiede un supporto economico circa 2,25 volte superiore rispetto a un trattamento gestito precocemente. La Campania si sta inoltre organizzando per effettuare trapianti di polmone in ambito regionale, evitando la migrazione sanitaria verso altre regioni che oggi costringe pazienti già fragili a lunghi e rischiosi trasferimenti.

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