Figli del cambiamento climatico, un futuro di eventi estremi

Un nuovo studio rivela: oltre la metà dei nati nel 2020 sarà esposta a ondate di calore senza precedenti, anche nello scenario più ottimistico.

AMBIENTE
Federico Di Bello
Figli del cambiamento climatico, un futuro di eventi estremi

Un nuovo studio rivela: oltre la metà dei nati nel 2020 sarà esposta a ondate di calore senza precedenti, anche nello scenario più ottimistico.

La crisi climatica rischia di trasformare radicalmente il futuro delle nuove generazioni. Un allarmante studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature dalla Vrije Universiteit Brussel rivela dati che lasciano poco spazio all’interpretazione: il 52% dei bambini nati nel 2020 affronterà ondate di calore di intensità mai registrata prima, persino nello scenario più ottimistico di contenimento dell’aumento delle temperature globali.

La ricerca, guidata dagli scienziati Wim Thiery e Luke Grant, ha analizzato l’esposizione agli eventi climatici estremi nell’arco della vita, considerando diversi scenari di riscaldamento globale. I risultati mostrano un drammatico divario generazionale nella vulnerabilità climatica: mentre solo il 16% dei nati nel 1960 sarà esposto a ondate di calore senza precedenti con un aumento di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, questa percentuale sale al 52% per i nati nel 2020.

Lo scenario peggiora drasticamente se consideriamo un riscaldamento di 3,5°C, con il 92% dei nati nel 2025 a rischio. In numeri assoluti, si tratta di 111 milioni di bambini destinati a vivere quella che gli autori definiscono “una vita straordinariamente esposta” al calore estremo.

Il caso di Bruxelles è emblematico: un cittadino nato nel 1960 vivrà in media 3 ondate di calore nella sua vita, mentre un bambino nato nel 2020 ne affronterà 11 anche limitando il riscaldamento a 1,5°C. Se la temperatura aumenterà di 2,5°C, le ondate saliranno a 18, per arrivare a 26 con un aumento di 3,5°C.

L’analisi rivela inoltre che il fenomeno non riguarda solo le ondate di calore, ma tutti gli eventi estremi: siccità, raccolti fallimentari, inondazioni, incendi boschivi e cicloni tropicali. E a pagare il prezzo più alto saranno proprio le fasce socioeconomiche più vulnerabili all’interno di ogni gruppo generazionale.

Particolarmente preoccupante è la situazione nei paesi tropicali, dove gli effetti del riscaldamento globale saranno notevolmente più severi e le infrastrutture per la resilienza climatica risultano inadeguate. I ricercatori affermano che più una persona è giovane, maggiore è la probabilità di affrontare eventi climatici estremi mai sperimentati dalle generazioni precedenti.

Nonostante l’analisi presenti alcune limitazioni, non considerando variabili come gli spostamenti delle persone all’interno dei confini nazionali e le tendenze di fertilità e mortalità, lo studio lancia un chiaro messaggio: è necessario adottare strategie efficaci e immediate per mitigare le future emissioni di gas serra e proteggere le generazioni future.

Un dato impossibile da ignorare, considerando che molti dei bambini nati nel 2020 saranno ancora vivi nel 2100, quando si prevedono alcuni degli impatti climatici più devastanti.