Fine delle vacanze: il destino di bagagli e accessori da viaggio

Valigie, borsoni, borse kit per viaggiare una volta terminate le vacanze possono essere riparati, riciclati o gettati via in modo ecosostenibile. Vediamo come.

AMBIENTE
Pamela Preschern
Fine delle vacanze: il destino di bagagli e accessori da viaggio

Valigie, borsoni, borse kit per viaggiare una volta terminate le vacanze possono essere riparati, riciclati o gettati via in modo ecosostenibile. Vediamo come.

Passata l’estate che fine fanno valigie, zaini, accessori vari? È una domanda su cui pochi riflettono, tutti presi a svuotare al rientro dalle ferie tutta la paccottiglia che ci si è portati in vacanza.

Alcuni alla prima zip o rotella rotta optano per liberarsene, gettando valigie e trolley tra i rifiuti indifferenziati o peggio ancora sui marciapiedi o lungo le strade; altri li lasciano riempire soffitte o armadi a prender polvere rimandando l’eventuale decisione di disfarsene alla vacanza successiva. Altri ancora, i virtuosi, si pongono la questione dell’impatto della loro scelta per fare quella giusta informandosi, per causare il minor impatto sull’ambiente e riflettono su come questi oggetti vengono prodotti, utilizzati e, infine, smaltiti.

Insomma cosa fare se questi beni si rompono o non ci servono più? Non sempre è rapido e facile trovare utili consigli per essere ecosostenibili.

Non solo valigie

Non sono solo il classico trolley o zaino per chi sceglie itinerari più avventurosi ad essere chiamati in causa ma un’ampia gamma di prodotti: ci sono lucchetti per la valigia, beauty case, cuscini da viaggio, mascherine per dormire, powerbank, set di biancheria da viaggio, accessori per bambini (per chi ne ha) come i seggiolini pappa pieghevoli o i kit per il cambio pannolino. Insomma c’è un po’di tutto tra gli oggetti che ci si porta in viaggio.

Se borse borsoni e simili sono ancora in buone condizioni e si vuole solo far spazio in casa si può optare per donarle ad associazioni o rivenderle ai negozi dell’usato o alla raccolta del tessile, come cuscini mascherine di stoffa.

In caso di necessaria riparazione invece, ad esempio di una ruota di un trolley o una zip di uno zaino o borsone rotti è possibile farlo a un costo minimo e senza troppi sforzi; oltre al “fai da te” è possibile rivolgersi a negozi specializzati nella riparazione e sostituzione di parti guaste inclusi ruote, manici e cerniere, rendendo l’articolo di nuovo funzionale. Una scelta razionale per risparmiare soldi ma anche per ridurre i rifiuti e quindi l’impronta ecologica.

 Per gli  irreparabili

Se invece fosse proprio necessario disfarsi di oggetti diventati inutilizzabili come borse, borsoni ecc vanno conferiti nell’indifferenziato. Non però se di grandi dimensioni: in questo caso vanno portati all’isola ecologica. Quanto ai lucchetti con le chiavi di metallo rotte o spezzati vanno conferiti ad un centro di raccolta o, se di piccole dimensioni, al bidone per la plastica e metalli.

Per chi fa uso di mascherine per il riposo di stoffa una volta rotte possono essere smaltite assieme ai rifiuti tessili; per i cuscini da viaggio, occorre considerare le diverse tipologie: se in pvc gonfiabile, vanno tra i rifiuti indifferenziati, se è ingombranti e di stoffa imbottiti vanno portati in un centro di raccolta.

Per molti che non riescono a rinunciare all’uso dei dispositivi elettronici neanche in viaggio la compagna di viaggio immancabile è la batteria portatile, la cosiddetta powerbank. Essendo un prodotto di difficile riparazione nel caso di guasti non si può far altro che disfarsene considerando però che, trattandosi di rifiuto da apparecchiatura elettrica o elettronica (o RAEE) va consegnata presso un centro di raccolta. Un’alternativa valida, sperando che siano accettati, è lasciarla al rivenditore in caso di acquisto di un prodotto nuovo o, meglio ancora, a uno dei megastore, obbligati al ritiro trattandosi di un piccolo dispositivo (inferiore ai 25 cm); in questo modo si potranno smaltire in sicurezza e recuperare i preziosi materiali di cui sono costituiti all’interno.

Per qualsiasi dubbio, in ogni caso, ci si può rivolgere alla app Junker che indica come differenziare i vari prodotti.

Esaminate le opzioni riparazione, riuso, riciclo occorre considerare, seppure con le dovute limitazioni, la possibilità di acquistare il nuovo. In questo caso è preferibile puntare sulla qualità e l’ecosostenibilità privilegiando beni facilmente riparabili, robusti, modulari, di cui sono disponibili pezzi di ricambio. Inoltre  ,se possibile, è bene scegliere marchi che adottano pratiche rispettose dell’ambiente: molti di questi stanno adottando politiche di produzione green, utilizzano materiali ecosostenibili, riciclati e offrono guide e servizi di riparazione.

Puntare su pratiche in linea col concetto di economia circolare non è difficile oggi. Tutto sta nel voler cambiare modello di uso e consumo.