Il fumo in Italia provoca 93.000 morti l’anno in Italia e un costo sociale e sanitario di 26 miliardi.
Numeri agghiaccianti, anche per scrive, da sempre fumatrice.
Le sigarette restano ancora la più grave minaccia per la salute e provocano in modo diretto più decessi di alcool, droga, incidenti stradali, aids, omicidi e suicidi messi insieme.
Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).
Anche le sigarette di nuova generazione come quelle elettroniche o a tabacco riscaldato sono diventate una vera e propria emergenza perché introducono i giovani al fumo.
Nonostante siano passati 20 anni dall’introduzione della legge Sirchia, che ha vietato il fumo nei luoghi pubblici, il 24% degli italiani è ancora dipendente da nicotina, il 30% sono giovani.

La battaglia contro ‘i tabagisti’ ha dato notevoli risultati, ma non è ancora abbastanza come denuncia il Sima, il quale sottolinea l’impatto devastante che il fumo provoca alla salute, all’ambiente, ma anche all’economia.
Infatti le sole ospedalizzazioni legate alle malattie da fumatori costano al SSN oltre 1,6 miliardi di euro l’anno, pari al 6% delle spese ospedaliere complessive.
E’ l’Istituto Superiore di Sanità a formulare l’identikit del fumatore attraverso indagini..
Nella fascia di età giovanile sta raddoppiando il policonsumo, cioè l’utilizzo contemporaneo di diversi prodotti, che oggi è al 62,4% rispetto al precedente 38,7%.
Viene segnalato inoltre un calo dei centri antifumo ed è consigliato dall’Iss di partire in modo privilegiato dalle scuole per diffondere una promozione di stili di vita sani e l’abitudine a non fumare.

La preoccupazione prevalente, quindi, di medici e scienziati, riguarda la grande diffusione del consumo tra i ragazzi.
Infatti circa il 10% degli adolescenti, ha dichiarato nel 2022, nel corso di una indagine internazionale, di aver fatto uso di nicotina negli ultimi 30 giorni.
Il fumo resta dunque una delle più gravi minacce della salute pubblica, ma anche una sfida politica, economica e ambientale.
