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I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI
Titolo Originale: Ginga Tetsudo 999
Anno di produzione: 1978
Episodi: 113
Prima trasmissione in Italia: 1982, RAI 2
Edizione italiana a cura di: CITIEMME Registrazioni Sonore – Play World Film in collaborazione con: CRC Cooperativa Rinascita Cinematografica
Sigla: Oliver Onions
Masai è un abitante della Terra del futuro ormai dominata da uomini-cyborg che detengono il potere e sottomettono con la forza gli esseri umani. Dopo la morte della madre, uccisa dagli androidi, il ragazzo decide di partire alla ricerca di un corpo meccanico, così da poter combattere i propri nemici e salvare l’intera umanità. Durante il viaggio incontra Maisha, una ragazza esile dai lunghi capelli biondi, che incorniciano una dolce espressione malinconica. La ragazza dona a Masai il costoso biglietto del treno galattico che lo porterà sul lontano pianeta che offre gratuitamente corpi meccanici.
Masai intraprende il lunghissimo viaggio attraverso l’universo in compagnia della giovane.

Il Galaxy Express 999 farà sosta in numerose stazioni interplanetarie: Masai sarà ogni volta a contatto con culture di mondi diversi, vivrà esperienze sempre nuove e crescerà imparando l’importanza di valori come l’onestà e la solidarietà. Giunti a destinazione, Masai avrà ormai imparato che il corpo meccanico non significa altro che schiavitù e sofferenza; anche per questo deciderà di rinunciarvi. Si scoprirà poi che Maisha, in realtà, è stata incaricata dalla madre di selezionare ragazzi coraggiosi, disposti a trasformarsi in cyborg così da divenire eternamente suoi schiavi. La ragazza si è troppo affezionata a Masai per condannarlo alla schiavitù perpetua: si ribellerà all’assurdo e crudele progetto della madre, uccidendola, e distruggendo il pianeta degli uomini-cyborg.
Masai e Maisha non possono continuare il viaggio insieme: ormai Masai è diventato un ragazzo forte e responsabile mentre la ragazza sente il dovere di aiutare altri ragazzi deboli e sfiduciati come lo era lui un tempo.
I rispettivi treni partiranno insieme dalla stazione, per poi prendere direzioni opposte.

Io c’ero*
Mi ha sempre incuriosito la figura del capostazione, un piccoletto avvolto dall’ombra, con la divisa sempre linda e gli occhi di luce. Freddo e distaccato quanto basta, capace di frasi doppio senso che sembrano sempre nascondere un sottinteso misterioso. Con il tempo creerà un rapporto privilegiato con i due protagonisti, restando perlopiù un freddo osservatore delle loro vicende. La serie era un cavallo di battaglia del pomeriggio RAI, con un’appendice in edicola offerta dal settimanale ERI “TV Junior”.
Allora l’Auditel si chiamava “indice di gradimento” e non era un cyborg “ammazza-programmi”. Forse anche per questo non accadeva mai di veder interrompere una bella serie per mancanza di ascolti. Tra tutti, crediamo che il Galaxy Express non avrebbe problemi di concorrenza neppure oggi. Il “caso” della sigla: bella, con un sound adulto e… misteriosamente impiegata anche in un film di Bud Spencer.
