Del progetto Novixgen, questo infatti è il suo nome, abbiamo parlato con coordinatrice Elena Santilli ricercatrice del centro di ricerca in olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura, uno dei sette centri della rete CREA, con sede a Rende in provincia di Cosenza. L’ occasione è stata propizia anche per parlare del presente e del futuro del controllo della Xylella dell’ olivo.
Un progetto che punta su genetica e biodiversità
In cosa consiste Novixgen, quali gli obiettivi, il ruolo del CREA ? In sintesi, quali dovrebbero essere il crono programma e le attività previste e i risultati attesi ?
NOVIXGEN, Nuove prospettive di sviluppo per l’Olivicoltura italiana attraverso la valorizzazione della biodiversità e la selezione di materiale GENetico d’ olivo tollerante/resistente a XYlella fastidiosa e azioni mirate a prevenire il possibile impatto sulla Viticoltura”, è un progetto triennale, iniziato a gennaio 2023 che vedrà la conclusione nel 2026, finanziato dal MASAF (Ministero dell’ Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) nell’ambito del Bando Xylella, da me coordinato in qualità ricercatrice del CREA – Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura di Rende. Nel progetto sono coinvolti 7 centri di ricerca CREA (Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Agricoltura e Ambiente, Difesa e Certificazione, Foreste e Legno, Genomica e Bioinformatica, Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari, Viticoltura ed Enologia), 3 Università (Università degli studi di Bari, Università degli studi del Salento, Università degli studi di Napoli) e un Ente di Ricerca privato, l’ Istituto di genomica Applicata di Udine, ognuno con competenze diverse e complementari tra di loro.
Il progetto ha un carattere multidisciplinare, si sviluppa attraverso 7 Work Package o unità di lavoro, 31 Task, 5 Unità Operative, un accordo di collaborazione con il Servizio Fitosanitario della Regione Puglia, con il coinvolgimento di oltre 75 unità di personale tra ricercatori, collaboratori, post dottorandi assunti per il progetto. Più in dettaglio le unità operative sono : 1 CREA e suoi centri; 2 Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’ Università del Salento; 3 Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’ Università degli Studi di Bari; 4 Istituto di Genomica Applicata; 5 Dipartimento di Agraria – Dia e Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni animali dell’ Università di Napoli.

Strutture del CREA che permetteranno al progetto NOVIXGEN di acquisire nuove conoscenze sui meccanismi di interazione ospite-patogeno (olivo Xylella fastidiosa /subsp. pauca, ceppo ST53) attraverso studi condotti in pieno campo, in serra e in vitro.
Saranno impiegate tecniche GIS per il monitoraggio, e realizzati incroci controllati con geni parentali aventi tratti di tolleranza oltre al reperimento di materiale genetico da impiegare per valutare i meccanismi di resistenza e tolleranza alla Xylella.
Naturalmente il progetto non opererà soltanto nei laboratori del CREA ma anche in una azienda sperimentale (fase di campo) localizzata nel territorio di Monteroni di Lecce, nello specifico presso l’ azienda sant’ Anna, in piena zona interessata dal problema Xylella.
Quindi puntare sulle risorse genetiche e sul patrimonio di biodiversità offerto dall’ olivo, permetterà di rigenerare e diversificare l’ olivicoltura del Salento e di altre zone della Puglia nelle quali sono state ritrovate tracce di attacchi di Xylella. Cambiamenti del panorama olivicolo delle zone interessate dal fenomeno Xylella che produrrà il necessario passaggio dalle varietà fino a qualche anno fa maggiormente coltivate, e ad oggi presenti solo nel caso di ulivi sani, rappresentati da Ogliarola e Cellina di Nardo, con altre non autoctone ma con maggiore resistenza alla patologia.
In breve le singole unità di lavoro sono così suddivise :
- WP 1 riguarda il coordinamento del progetto
- WP 2 è finalizzato alla ricerca sul territorio (zona infetta) di materiale interessante per la valutazione della tolleranza/resistenza a Xylella.
- Il WP3 è dedicato agli aspetti genetici per la comprensione dei meccanismi di interazione ospite-patogeno del materiale selezionato nel WP2.
- Il WP 4 è dedicato allo studio degli aspetti strutturali e metabolici coinvolti nella risposta di difesa delle piante attaccate dal batterio.
- Il WP5 prevede l’identificazione, in cloni di Leccino, di geni associati alla resistenza/tolleranza a Xylella fastidiosa subsp. pauca ST 53 per futuri programmi di miglioramento genetico di altre cultivar di olivo interessanti.
- Il WP 6, è dedicato esclusivamente alla viticoltura, prevede lo studio dei meccanismi di resistenza in Vitis vinifera Xylella fastidiosa.
- Il WP 7 è destinato alla divulgazione dei risultati intermedi e finali ottenuti nell’ambito di tutte le attività previste in NOVIXGEN. Sarà creata anche una banca dati pubblica fruibile da tutti gli operatori del settore scientifico e produttivo. Il progetto sarà sviluppato con la collaborazione dell’Osservatorio Fitosanitario della regione Puglia (OFR) sia nello studio della biodiversità olivicola pugliese e sia nella divulgazione dei risultati intermedi e finali ottenuti durante il progetto.
La lotta contro la Xylella fastidiosa che ormai da dieci anni università, enti pubblici, olivicoltori combattono con l’obiettivo di salvare il patrimonio olivicolo del sud della regione Puglia, ha prodotto solo misure tampone rivelatesi scarsamente efficaci o comunque limitate nel tempo. Ritiene che si sia perso del tempo prezioso e che con il progetto Novixgen si possa aprire una nuova pagina per il settore olivicolo?
Tutti gli studi inizialmente sviluppati sono stati fondamentali per la comprensione di quale fosse il patogeno coinvolto nel disseccamento dell’olivo, qual era il meccanismo di diffusione e il vettore più efficace, ecc. L’ approccio che segue il progetto è di carattere multidisciplinare, sia a breve termine, mediante la selezione di materiale tollerante/resistente a Xylella, già presente in natura, sia a lungo termine attraverso il miglioramento genetico per la costituzione di nuove varietà. Il progetto si propone di affrontare l’emergenza Xylella con molteplici approcci metodologici e sotto diversi aspetti, quali, genetici, strutturali, metabolici, ecc.
Al di là di tutto, le azioni messe in campo in questi anni per il contrasto alla Xylella possono comunque rappresentare un punto di partenza?
I risultati degli studi condotti finora su Xylella fastidiosa subsp. pauca ST 53 sono sicuramente un punto di partenza per tutti i ricercatori che proseguono le attività per contrastare questo patogeno da quarantena. Novixgen nasce, infatti, con l’intento di creare un filo conduttore tra il mondo della ricerca e quello produttivo con l’auspicio di dare tutti insieme in modo sinergico e multidisciplinare, come richiesto ultimamente dall’EFSA e dall’ EPPO, rispettivamente European Food Safety Authority e European Plant Protection Organization, un contributo per la risoluzione di un’emergenza tanto grave che dura ormai da 10 anni.
Il progetto Novixgen vuole puntare sulle componenti genetiche e sulla biodiversità olivicola di cui è ricco il nostro paese, infatti come si è visto un aspetto rivelatosi importante nel contrasto al patogeno è stata la sostituzione delle piante infette con altre di varietà resistenti/tolleranti, a tutt’ oggi, leccino e Fs 17.
Ritiene che puntare su genetica e biodiversità rappresenti l’ unica strada per contrastare il patogeno ? avete intenzione di sondare anche altre varietà ? Puntare su genetica e biodiversità dell’olivo potrebbe essere un aspetto in grado di favorire la coltivazione in biologico?
Studiare la biodiversità olivicola, autoctona ma anche italiana, e lo sviluppo di un programma di breeding (miglioramento genetico) dedicato alla selezione di linee resistenti a Xf come previsto con il progetto Novixgen, è un percorso importante per ampliare la piattaforma varietale necessaria alla rigenerazione dell’olivicoltura salentina, oggi ridotta a solo due varietà tolleranti FS17 e Leccino, ma sicuramente non è l’unica strada.
Nuove varietà di olivo con tratti di resistenza/elevata tolleranza a Xf potranno essere introdotte nel territorio salentino, ma anche su scala nazionale, volte al rilancio della competitività del settore, al mantenimento della tipicità degli oli di un dato territorio e alla realizzazione di moderni e innovativi impianti olivicoli. Il germoplasma selezionato verrà studiato anche, come già detto prima, dal punto di vista agronomico, produttivo, qualitativo e di adattabilità ambientale e in tale ambito saranno delineate anche quelle varietà che meglio si adattano ad una gestione eco-sostenibile.
La Xylella, si caratterizza per l’elevata polifagia, colpisce infatti sia colture da reddito, come la vite, dove causa la malattia di Pierce, sia piante spontanee. Quali sono i comportamenti del patogeno nell’ approcciarsi ad altre specie e le differenze, se ci sono, con l’olivo e come potrebbe diffondersi se non venisse controllata? Inoltre il progetto potrebbe essere replicato anche per altre specie?
Il fatto di interessare oltre 60 famiglie e più di 400 specie, nel caso specifico dell’ olivo, rendono la Xylella un organismo estremamente adattabile all’ ospite, per questo è necessario conoscere le diverse interazioni con quest’ ultimi. Il meccanismo di riconoscimento e proliferazione del patogeno a carico di un determinato ospite è specifico ed ancora non del tutto noto.
La diffusione essendo legata ad insetti vettori, (nel caso specifico dell’ olivo dal Philaenius spumarius, meglio noto come sputacchina) dipende dalla dinamica delle popolazioni degli stessi, diversa da un anno all’altro e in base all’andamento climatico. È oramai acquisito che laddove non vengano applicate le misure di contenimento (zona infetta Salento) si possa assistere ad una repentina diffusione della malattia.
Novixgen si occupa anche della vite, così come sono in corso altri progetti della Linea 1, Facility nazionale per lo Screening Varietale e azioni di miglioramento genetico per la selezione di una nuova generazione di piante di interesse agrario resistenti\tolleranti a Xylella fastidiosa) del Bando Xylella finanziati dal MASAF che si occuperanno anche di altre specie potenzialmente suscettibili al patogeno da quarantena.
Come CREA intendete sfruttare il patrimonio genetico dell’olivo e della vite anche con l’obiettivo di rendere le colture in grado di poter meglio affrontare i cambiamenti climatici?
Il materiale genetico tollerante/resistente alla Xylella selezionato in questi studi verrà testato nel medio-lungo periodo anche sotto gli aspetti morfo-bio-agronomici, produttivi e qualitativi in risposta non solo al patogeno, ma anche in funzione degli areali pedoclimatici e della tolleranza ai diversi stress abiotici (siccità, resistenza al freddo, desertificazione, alte temperature, ecc.) che si stanno verificando sempre più di frequente a causa dei cambiamenti climatici in atto.
