Massimo Dona, cinquant’anni, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in queste ore è appassionato e anche arrabbiato. La sua associazione è sommersa di segnalazioni, denunce, reclami. Il dossier truffe-Pandemiche si è gonfiato così tanto che merita un racconto. Una guida per essere meno indifesi nel momento più difficile.

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“Tutt’altro. Come le spiegherò a breve mai come oggi è una ricorrenza importante”.
“È esattamente il contrario. La pandemia ha cancellato dei diritti, ha aumentato il numero di truffatori che ci minacciano, ci ha resi più indifesi e più vulnerabili”
“Purtroppo è una conseguenza inevitabile: siamo chiusi nelle case, siamo spaventati, abbiamo bisogno di più sostegno. E quando questo accade qualcuno prova ad approfittarsene”
“Sono nate nuove casistiche giuridiche. Le faccio l’esempio del contratto cancellato dall’emergenza: pensate alle vacanze, alle palestre, al tema delle madri che lavorano e che non hanno più i nidi per i loro figli. Stabilire di chi è la responsabilità e chi paga, in tempi come questi, non è un problema da poco”
“Ovviamente si. Quella della cosiddetta “Impossibilità sopravvenuta”. Se una obbligazione non può essere fornita però causa forza maggiore il codice civile prevede che tu non ti puoi fare pagare”
“Perché prima questo caso noi lo studiavamo solo sulla carta”
“Quando ero studente di Giurisprudenza circolava un caso di scuola: quello del concerto di capodanno”
“Un cantante deve andare a fare una serata a Capri. I traghetti sono sospesi, non può traversare il mare…”
“Il diritto dice che non puoi essere pagato per la performance che non hai sostenuto. Anche se non è colpa tua, anche se non avevi la possibilità di traversare il mare. Ecco cos’è l’impossibilità sopravvenuta”
“Esatto. Ed ecco il più recente, ma che ormai è già diventato un classico: avevamo tanti consumatori che dicevano: “Io non me la sento di chiedere il rimborso alla palestra, costretta a chiudere per causa forza maggiore”.
“Poi però hanno iniziato ad arrivarci tante segnalazioni. Alcune grandi catene continuavano a prelevare il canone dell’abbonamento anche se gli abbonanti non potevano frequentare…”
“Certo. È accaduto anche per i corsi di musica e di danza dei ragazzi, per il golf, per i poligoni…. come consideri l’associato? Come uno che usufruisce di un servizio o come un abbonato?”
“Ovviamente si. Siamo riusciti ad ottenere una ottima soluzione”.
“In tutti questi casi il rimborso al consumatore è obbligato. Ma può essere sostituito con un voucher che ha un anno e mezzo di durata”.
“Se uno lo esige può essere previsto anche un rimborso in denaro. Così sono più tutelati tutti. Ma questo esempio spiega come la Pandemia abbia ribaltato un luogo comune giuridico”.
“Le truffe online si sono decuplicate rispetto al passato”.
“Purtroppo si”.
“Non dimentichi i tre effetti che il lock-down ha prodotto…”
“C’è la paura, l’ingrediente primario. C’è il tempo, il fattore scatenante. Ed esistono i nuovi bisogni indotti dall’emergenza”.
“Che molte di queste nuove truffe sono a tema sanitario. Esistono solo perché c’è il Covid-19”.
“Potremmo fare notte. I Braccialetti anti-covid, gli spray anti-covid, i ciondoli anti-covid…. la fantasia dei delinquenti si è scatenata…”
“Ovvio. Poi c’è tutta una sfida di pubblicità ingannevole a tema”
“Hanno venduto e reclamizzato dei normali integratori come degli integratori anti-Covid-19…”
“Poi ci sono truffe che non sono collegate direttamente alla Pandemia, ma che seguono le nuove tendenze della Pandemia”
“Vuoi guadagnare tremila euro al mese senza fare nulla con Amazon. Quanti di noi si sono imbattuti mentre navigavano su internet in questo amo per gonzi?”
“Sul fatto che la gente sta a casa, senza lavoro, senza nulla da fare…”
“Sono finte piattaforme di trading online, molto sofisticate”
“Usano la tecnica della classica truffa. E seguono un vero e proprio “training seduttivo” con il malcapitato.”
“Ti aprono un conto di moneta virtuale. Ti fanno investire. Ti fanno guadagnare. Il primo mese, magari, hai messo cinquemila euro e arrivi fino a 15mila euro…”
“Ehhhhh ovviamente no. È un conto chiuso, non convertibile. Ma il meccanismo è costruito così bene, che la gente non vuole mai uscire. Inizia a vincere, prende fiducia in sé, è inebriata dalla sensazione è dalla facilità dei guadagni…”
“Poi ti massacrano.
È un conto virtuale che resta nella disponibilità dei truffatori. E quando loro pensano di aver raggiunto il massimo del guadagno si dissolve nel nulla, per l’utente inconsapevole, insieme a tutta l’architettura del sistema”.
“Molto: sono scaltri, esperti, sofisticati. Una signora ha denunciato di aver messo sulla piattaforma un milione di euro che si sono volatilizzati…”
“No, il punto è questo. C’è la fragilità psicologica di chi è a casa, solo, privato della rete di sicurezza che la nostra vita normale ci offre”
“Esatto. E poi c’è la predisposizione psicologica. Il consumatore sogna di uscire dalla Pandemia con una scorciatoia. E quella arriva grazie alle proposte miracolistiche…”
“Non faccia l’errore di sottovalutare quei messaggi. Un certo tipo di truffe servono a selezionare il cliente…”
“Molti amici mi chiedono: ma chi mai può cadere nella truffa del principe nigeriano?”
“Ti arriva un messaggio su internet. È un principe. Dice che sta in Nigeria. Aggiunge che ha bisogno di aiuto. Che è costretto all’espatrio in Europa e che gli servono solo dei soldi per il notaio. E che se otterrà questo prestito – dieci/quindicimila euro – sarà gentilissimo nella ricompensa”
“Sì. A me, a lei. Ma non a tutti. E l’amo non arriva subito: inizia un dialogo lunghissimo, con telefonate, contatti, finte prove, una relazione quasi amicale che si stabilisce seguendo un vero e proprio protocollo di seduzione ed inganno, calcolato nel minimo dettaglio”
“Macché!! C’è sempre qualche potenziale vittima che non la conosce. Gira ancora su internet. Magari con delle piccole varianti: il principe ha bisogno di trasferire i suoi soldi ma deve pagare il notaio, l’imprenditore deve cedere la sua fabbrica…”
“La lettera della finta Acea…”
“Esatto. Perché non bisogna pensare che capiti solo ai “gonzi”. I gonzi siamo tutti noi, presi – magari – nel nostro unico momento di debolezza o, come in questo caso, di distrazione.”
“Come la truffa del Colosseo. Ma sempre con nuove varianti”
“Perché i social ci avvolgono sempre di più, anche se noi non ce n’è accorgiamo, e i truffatori ci inseguono fin dentro casa. Ora – per dirne una – il fishing si è trasferito dalle mail su WhatsApp, e guadagna vittime ogni ora…”
“Siamo le poste. Abbiamo notato un tentativo di inserimento illecito nel suo conto”.
“Un classico. Tu accedi, ti trovi un sito ombra di quello delle poste, quasi indistinguibile. Inserisci le tue chiavi di accesso e sei fregato”
“Loro operano con le loro coordinate e ti svuotano tutto”
“Si stanno infilando anche nelle piattaforme di acquisto tra privati. E-bah e affini, per capirci…”
“Il consumatore che deve vendere è la vittima. Ti rubano i dati con una richiesta di fiducia: “Mandami la copia del tuo documento di identità”.
“Ti usano come strumento di inganno. Usano – cioè – la tua identità per truffare altre persone”.
“Ma è accaduto di peggio”.
“Le case vacanze inesistenti. Altra truffa che attecchisce meglio grazie al desiderio di liberazione e di catarsi prodotto dalla Pandemia”
“Ecco una meravigliosa masseria a mille euro a settimana. Manda un acconto di cento euro”
“Magari. Molti clienti partono, arrivano in Puglia, e all’indirizzo della masseria trovano una macelleria. O un prato”.
“Peggio. Un signore si fece trovare ad una rotonda ad Ostuni. Consegnò le chiavi in cambio del saldo e disse: “Ci vediamo stasera in agenzia, io vado a dare le chiavi agli altri”. Ovviamente non esisteva nessuna agenzia”
“Si vendono le finte auto importante dalla Germania che non arriveranno mai”
“La nuova frontiera: i pacchi sottratti al ritorno rispediti ad Amazon esercitando il diritto di recesso”
“Esatto. È terribile perché riconoscono quei pacchi di reso, li aprono, sostituiscono con un oggetto a bassa qualità. Pensi a uno smartphone o a un computer. Ma anche vestiti di lusso fuori taglia, scambiati con stracci. E il cliente si vede defalcato l’importo”.
“Solo con la spedizione assicurata”.
“Le cosiddette “truffe romantiche”, adescamenti via Facebook”
“Entri in relazione con una persona. Non sospetti nulla. Quella ti diventa amica. Magari la vedi come una potenziale conquista. Ad un certo punto lei/lui ti dice che deve operare il padre o la madre di cui ti ha già parlato. E che ha bisogno di soldi…”
“Mica tanto. Pensi che proprio per quello che dice lei, molti sono restii a denunciare. Ti senti uno stupido, un cretino”
“Invece sei vittima di un lavoro scientifico che può durare mesi”
“Hanno un call center, migliaia di persone che tengono piattaforme nell’est europeo. Hanno banche dati. Hanno profili psicologici in cui incasellarti”
“Ecco il fattore tempo. Anche mesi, se serve. E tu pensi di parlare con un individuo, ma in realtà si alternano decine di persone che si danno il cambio e attingono alla banca dati che si riempie con tuo dati privati: il nome di tua figlia, quello del tuo gatto, cosa hai fatto la settimana prima”
“La giornata europea dei diritti dei consumatori cade nell’anniversario della dichiarazione di Kennedy, del 15 marzo del 1962”.
“Per la prima volta nella storia vennero riconosciuti i diritti di chi comprava: “Se non li tuteli – diceva Kennedy – i suoi dollari diventano avariati. Non producono ricchezza”. Ed è una frase così vera, che la guerra per la difesa di questi diritti, ancora oggi, per tutto quello che abbiamo detto, è una battaglia più importante di quanto non si pensasse sessant’anni fa”
