Tutti noi siamo chiamati. Nessuno escluso. E i Paesi dell’Unione Europea si sono concretamente impegnati a ripristinare la natura e la sua diversità o, per dirla meglio, a salvaguardare il capitale naturale del pianeta. Nel maggio 2020, infatti, la Commissione Europea ha presentato un piano strategico che prevede una serie di azioni da realizzare entro il 2030. Azioni che, si ripropongono nella sua estrema attualità allo scopo di ricordare l’importanza della biodiversità per la nostra sopravvivenza. Le Nazioni Unite, per commemorare l’adozione del testo della Convenzione per la Diversità Biologica, avvenuta il 22 maggio 1992, hanno proclamato la Giornata Internazionale per la Biodiversità, allo scopo di aumentare la comprensione e la consapevolezza dei problemi legati alla biodiversità. La data del 22 maggio è stata scelta per farla coincidere con l’anniversario della firma della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), un trattato internazionale firmato nel 1992 durante il Summit della Terra di Rio de Janeiro. La CBD è stata creata per promuovere la conservazione della biodiversità, l’uso sostenibile delle risorse naturali e l’equa distribuzione dei benefici derivanti dall’uso delle risorse genetiche. La Giornata della Biodiversità rappresenta quindi un’opportunità.

Ma cosa significa biodiversità?
La descrizione più completa l’ha data l’ONU, definendo la diversità biologica come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono. Questa diversità si declina a livello genetico, di specie e di ecosistema. Nel primo caso si intende la differenza dei geni all’interno di una determinata specie e, di conseguenza, la totalità del patrimonio genetico degli organismi che popolano la Terra. La diversità di specie è invece riferita all’abbondanza di specie presenti in un determinato territorio. Infine, la diversità di ecosistema definisce la quantità di habitat e di ecosistemi nei quali vivono e si sviluppano i diversi organismi.
La Convenzione (CBD) è un trattato internazionale giuridicamente vincolante che si pone tre principali obiettivi:
- la conservazione della biodiversità;
- l’uso sostenibile dei suoi componenti;
- una giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche.

L’obiettivo finale, sottoscritto da 192 Paesi, è quello di incoraggiare azioni che porteranno a un futuro in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni delle prossime generazioni nel rispetto dell’ambiente e della sua ricchezza ecologica. I lavori della COP 15 tenutasi a Montreal lo scorso dicembre 2022 hanno sancito l’impegno, da parte dei Paesi sottoscrittori, a proteggere il 30% delle terre e delle acque ritenute importanti per la biodiversità entro il 2030 (attualmente sono protette il 17% delle terre e il 10% delle acque). L’iniziativa, definita Global Biodiversity Framework, prevede lo stanziamento di 200 miliardi di dollari.
Le iniziative della Giornata mondiale della Biodiversità 2023 saranno incentrate sul tema “Dall’accordo all’azione: ricostruire la biodiversità”. Lo scopo è quello di incentivare le strategie, i piani e i programmi nazionali volti a garantire la conservazione e l’utilizzazione durevole della diversità biologica. Il tema di quest’anno vuole stimolare in particolare alla riflessione pratica sui possibili scenari futuri facendo leva sul concetto di “ricostruzione”. Non basta salvaguardare e tutelare il patrimonio naturale degli ecosistemi, bisogna anche impegnarsi in una rigenerazione degli ambienti danneggiati o minacciati.
Entro il 2030 occorre intervenire in una serie di campi di intervento che integrano e ampliano gli obiettivi europei e nazionali. Tra questi vi sono: l’incremento delle aree protette e delle zone di tutela integrale; garantire la gestione integrata della costa e il rafforzamento della tutela degli ecosistemi marini; tutelare gli ecosistemi agricoli e l’ agrobiodiversità delle aree ad alto valore naturale; aumentare la biodiversità forestale, creare foreste urbane e boschi vetusti; proteggere gli ecosistemi acquatici e migliorare i servizi eco sistemici dei corpi idrici superficiali; combattere le specie aliene invasive e dannose per la biodiversità.
