Gli acciacchi del mare e laghi italiani

Questo è il verdetto dei dati raccolti da Legambiente. Ogni 76 chilometri c’è un tratto di mare malato per colpa di depuratori inadeguati, scarichi abusivi e crisi climatica.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
Gli acciacchi del mare e laghi italiani

Questo è il verdetto dei dati raccolti da Legambiente. Ogni 76 chilometri c’è un tratto di mare malato per colpa di depuratori inadeguati, scarichi abusivi e crisi climatica.

Meduse, alghe, scarichi abusivi, mucillagini, specie aliene, abbiamo di tutto nei mari italiani bollenti, ma la cosa che più ci si chiede sotto l’ombrellone è se i nostri mari godono di ottima salute.

Tra le minacce per il benessere delle acque del mare e dei laghi italiani, inquieta anche l’accelerata della crisi climatica nel 2024: si parte dall’emergenza siccità mai finita, che si è abbattuta in particolar modo sul sud Italia con laghi quasi in secca, per arrivare all’aumento degli eventi meteo estremi, come le piogge intense che hanno colpito il nord Italia e hanno messo in ginocchio gli impianti di depurazione.

La maggior parte dell’inquinamento marino proviene da attività svolte sulla terraferma e queste alterazioni provocano cambiamenti nelle nostre acque.

Trasformazioni che si riflettono anche sulla salute dell’uomo, strettamente collegata alla salute dei mari. Se non ci preoccupiamo dell’inquinamento delle acque, dunque, non possiamo sperare di ottenere dei benefici per la nostra vita.

Legambiente ha cercato di fornire alcune indicazioni sullo stato delle coste e dei bacini del nostro paese, grazie al lungo viaggio di Goletta Verde e Goletta dei Laghi: secondo l’associazione ambientalista, mare e laghi italiani non sono in gran forma.

La salute del mare e dei laghi italiani

I punti campionati, nei mesi di giugno, luglio e inizio agosto da Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2024 di Legambiente in 19 regioni, sono stati ben 394: il 36% è stato giudicato “oltre il limite” con 101 punti che hanno ricevuto il giudizio di “Fortemente inquinato” e 39 di “Inquinato”.

La situazione più preoccupante riguarda il mare, dove ogni 76 km di costa si è registrato un punto inquinato.

I punti problematici sono le foci dei fiumi, canali e corsi d’acqua che sfociano a mare o nel lago.

Per le acque lacustri e marine, sia in aree di maggior affluenza di bagnanti che in prossimità di punti critici, i risultati appaiono migliori, sono pochissimi infatti, i campioni che hanno ottenuto un giudizio negativo, solo il 14%.

Quest’anno ci sono stati anche 18 osservati speciali (14 lungo la costa e 4 nei laghi Maggiore, Orta, Trasimeno e Bolsena). Sono punti da sempre considerati delicati, dove Legambiente, tra marzo e giugno, ha ripetuto mediamente tre prelievi in più, oltre a quello ufficiale previsto durante il passaggio delle campagne. Su 45 campioni, 32 lungo la costa e 13 nei laghi, il 69% ha rivelato concentrazioni superiori ai limiti di legge anche nei mesi precedenti al periodo estivo.

Rispetto al passato, lo stato di salute, in particolar modo del mare, sta peggiorando: “Il trend dei punti oltre il limite risulta in lenta crescita passando dal 31% del 2022, al 36% del 2023 fino al 37% di quest’anno”, avvertono da Legambiente.

Mappa dei campionamenti: rosso “fortemente inquinato”, giallo “inquinato”, verde “entro i limiti”

Un piano per il benessere

Da Roma, Legambiente lancia la sua proposta: un piano nazionale per la tutela del mare e dei laghi che abbia al centro il rinnovamento e la conclusione del sistema di depurazione, l’applicazione dei piani di adattamento al clima, più aree protette entro il 2030 e una svolta decisa che traghetti verso le rinnovabili e l’eolico offshore.

“Anche quest’anno Goletta Verde e dei laghi, insieme agli osservati speciali ci ricordano come i fiumi ed i canali che si immettono in mare e nei laghi possano essere veicolo di inquinamento dovuto ad una cattiva o assente depurazione. Un tallone d’Achille del nostro Paese che ha già pagato sanzioni pecuniarie per oltre 142 milioni di euro. Per questo oggi lanciamo la proposta di un piano nazionale per mare e laghi basato su quattro pilastri per contrastare anche la crisi climatica”, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

Una crisi che deve essere prioritaria nell’agenda politica, dal momento che, anche le condizioni dei nostri laghi e del nostro mare hanno un filo invisibile che li lega agli eventi meteo estremi.

“I risultati di Goletta Verde e dei Laghi risentono spesso anche delle differenti condizioni meteorologiche avute nei mesi estivi di questi ultimi due anni, in cui si è passati da una condizione di siccità dominante in tutto il territorio del centro nord della penisola, con fiumi in secca e canali prosciugati, ad un’estate come quella in corso che è stata caratterizzata invece da frequenti ed abbondanti piogge che possono aver mandato in sofferenza gli impianti di depurazione. Evidenze che si sono viste soprattutto nel corso della Goletta dei laghi dove, rispetto al 2023, quest’anno è cresciuta la percentuale complessiva di punti oltre il limite di legge, passando dal 23% dell’anno scorso al 33% del 2024”, conclude Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente.

Legambiente ricorda infine che: “Le analisi e i giudizi pronunciati dalle Golette non si sostituiscono al lavoro delle autorità competenti in materia di balneazione: gli obiettivi delle campagne di Legambiente, incentrate sul tema della scarsa o assente depurazione, sono differenti; nella maggior parte dei casi, inoltre, anche i punti dove vengono prelevati i campioni di acqua sono differenti rispetto a quelli monitorati dalle Arpa e dalle ATS, essendo i primi anche nelle foci dei fiumi o nei tratti di mare o lago antistanti le stesse. I risultati di Legambiente non esprimono una patente per la balneabilità di un tratto di costa o sponda lacustre, ma restituiscono una istantanea volta a scovare criticità legate all’inquinamento microbiologico delle acque dovuto ad una scarsa o assente depurazione”.

Photo credits: Goletta Verde Legambiente