GLI ITALIANI E LA SALUTE MENTALE: COSA È CAMBIATO DOPO COVID-19

I risultati dello STADA Health Report 2022 rilevano che sono in aumento i livelli di stress soprattutto nelle donne. Peggiora la qualità del sonno ed forte la preoccupazione per i cambiamenti climatici.

SALUTE
Redazione
GLI ITALIANI E LA SALUTE MENTALE: COSA È CAMBIATO DOPO COVID-19

I risultati dello STADA Health Report 2022 rilevano che sono in aumento i livelli di stress soprattutto nelle donne. Peggiora la qualità del sonno ed forte la preoccupazione per i cambiamenti climatici.

L’emergenza da Covid-19 ha impattato fortemente sulla vita degli italiani, influenzandone la salute fisica e mentale. La dialettica tra le due è molto stretta: molte persone, infatti, lamentano problemi relativi alla qualità del sonno, maggiori picchi di stress e un peggioramento della propria qualità di vita sia in ambito lavorativo che privato. Rispetto al 2021 i livelli di burnout sono aumentati del 10%, passando dal 49% al 59%: a risentirne maggiormente è il sesso femminile – 7 donne su 10 dichiarano di aver vissuto un episodio di burnout contro il 48% degli uomini – e la fascia di età più giovane, compresa tra i 18 e i 34 anni (70%), rispetto agli over 55 (49%).

Sono alcuni dei risultati italiani emersi dall’edizione 2022 dello STADA Health Report, un ampio sondaggio online promosso dal Gruppo STADA, in collaborazione con InSites Consulting, tra marzo e aprile di quest’anno su un campione di circa 30.000 persone provenienti da 15 Paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Kazakistan, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, per indagare il punto di vista dei cittadini su temi chiave legati alla salute.

Per oltre la metà degli italiani intervistati (52%) i livelli di stress sono in aumento rispetto all’inizio della pandemia; ancora una volta sono le donne a pagare il prezzo più alto – il 62% si sente maggiormente stressato, contro il 42% degli uomini. Almeno 1 nostro connazionale su 5 ha subìto conseguenze sociali e psicologiche a causa delle restrizioni imposte da Covid-19 (22%) e perdite o difficoltà finanziarie legate all’emergenza sanitaria (21%).

Tra le principali problematiche riscontrate dagli italiani durante la pandemia, il 36% del campione intervistato si è visto costretto a rimandare o annullare visite mediche per ridurre il rischio di contagio mentre il 25% ha avuto problemi a mantenere uno stile di vita sano, come seguire un’alimentazione bilanciata o fare una regolare attività fisica. In particolare, sono le persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni ad aver accusato difficoltà legate all’assistenza sanitaria (75% del campione) e a condurre una vita salutare.

Se da una parte sono aumentati gli italiani che hanno vissuto episodi di burnout, dall’altra, la ricerca ha evidenziato come i nostri connazionali – soprattutto la fascia di età più giovane – siano ben disposti a parlare di problematiche legate al proprio benessere mentale, in particolare con psicologi o psichiatri (52% dei casi), con il medico di famiglia o il farmacista di fiducia (49%) o con il partner (35%).

Ma quali sono le azioni messe in atto per apportare benefici alla propria salute psichica? Per oltre 1 italiano su 2 (56%) la principale strategia è adottare una dieta sana, seguito da coloro che optano per una migliore regolarità del sonno (36% del campione), fanno uso di integratori alimentari (35%) e fanno attività fisica cardio (31%) od olistica, come yoga e pilates (27%).

Non solo Covid-19

L’emergenza sanitaria ha senz’altro avuto un impatto negativo sulla qualità del sonno, in particolare per il sesso femminile: il 56% delle donne dichiara di riposare bene di contro il 63% degli uomini. Tra le principali cause che tengono svegli gli italiani di notte troviamo sensazioni di ansia (42%), problematiche legate alla routine quotidiana (38%) e di carattere economico (25%).

Tuttavia, non c’è solo la pandemia da Covid-19 a impensierire il campione intervistato: anche le conseguenze dei cambiamenti climatici e il loro potenziale impatto sulla salute – in primis il peggioramento della qualità delle risorse idriche, la maggiore vulnerabilità alle epidemie e nuove malattie emergenti – accrescono la preoccupazione degli italiani.

La fiducia nei confronti di operatori sanitari e farmacisti

Dalla ricerca inoltre emerge come la maggior parte degli intervistati continui ad avere fiducia delle figure professionali in materia di salute: tra le più affidabili e a riscuotere maggiore stima troviamo gli scienziati (64%), operatori sanitari, personale ospedaliero e assistenziale (60%), i Medici di Medicina Generale (58%) e i farmacisti (51%).

A fronte anche di questi dati, non certo confortanti, a Firenze organizzata dall’agenzia Koncept, arriva la maratona sulla Salute mentale di comunità. Il 10 ottobre infatti per la Giornata mondiale dedicata alla Salute mentale, dalle 9.30 alle 16.30 all’Hotel Albani, in via Fiume 12, ci sarà la terza edizione della “Mental Health Marathon”, un confronto nazionale tra istituzioni, medici, associazioni di volontariato per proporre nuove strade per sostenere i territori e i servizi sanitari pubblici in favore di una cura di benessere per chi è affetto da malattia mentale.

Le strategie di Salute Mentale di Comunità si sono affermate negli anni ’60 sono caratterizzate dallo sviluppo economico redistribuito e dall’ampliamento dei diritti per tutti. A partire dagli anni ’80 questi fattori di progresso sociale sono stati depauperati e, oggi, se ne possono riconoscere gli effetti, a partire dalla crisi dei Servizi sanitari pubblici acuita da più di due anni di pandemia. La dimensione comunitaria deve lottare, da un lato, contro un atteggiamento difensivo nei confronti dell’estraneo e dello straniero e, dall’altro, contro un suo evaporare nelle reti rarefatte e digitali del virtuale.