GOLDRAKE: LA RIVOLUZIONE ROBOTICA (5)

In questa rubrica vi abbiamo presentato parte dei grandi miti animati giapponesi degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini enciclopedia, scandita da reportage-approfondimenti come questi sui titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come i loro autori

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
GOLDRAKE: LA RIVOLUZIONE ROBOTICA (5)

In questa rubrica vi abbiamo presentato parte dei grandi miti animati giapponesi degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini enciclopedia, scandita da reportage-approfondimenti come questi sui titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come i loro autori

I grandi miti dell’animazione: Devilman: il lato oscuro del genio parte 5

Continuiamo il nostro viaggio nell’universo di Go Nagai. Nella precedente uscita abbiamo scoperto come Nagai rivoluzionò il genere robotico con Mazinger Z.

Sarebbe riduttivo vedere Nagai solo come il maestro dei robot giganti. Contemporaneamente a Mazinger, nel 1972, creava Devilman, opera che avrebbe definito il lato oscuro del suo genio creativo. Devilman si evolse dal precedente manga di Go Nagai, Demon Lord Dante, dopo che la Toei Animation si avvicinò a Nagai per trasformare Dante in una serie televisiva[6]. I produttori volevano certi elementi smorzati e un anti-eroe più simile a un umano creato[6]. Nacque così Akira Fudo, ragazzo che assorbe i poteri del demone Amon per combattere creature nascoste nella società umana. Nagai progettò Devilman come opera contro la guerra; la fusione tra umani e demoni è un’analogia per la leva militare, e la morte violenta di Miki simboleggia la morte della pace[6]. “Non c’è giustizia in guerra, nessuna guerra”, scrisse Nagai, “né c’è alcuna giustificazione per gli esseri umani che si uccidono a vicenda. Devilman porta un messaggio di avvertimento, mentre ci dirigiamo verso un futuro luminoso”[6]. Il finale apocalittico di Devilman rimane uno dei più devastanti nella storia dei manga, un’opera che incarnava l’oscurità della natura umana[4], in netto contrasto con l’eroismo luminoso dei robot giganti. Nagai fu un innovatore anche nelle tecniche narrative. Il suo lavoro comprendeva opere che coprivano diversi generi, in particolare horror, fantascienza e fantasy, essendo tra i primi mangaka nati dopo gli effetti post-bellici[7]. Testimoniando gli effetti in prima persona, incorporò storie per ricordare alla sua generazione come funziona la guerra e come non ci siano veri vincitori nemmeno nella vittoria[7]. Nagai dichiarò di essere stato grandemente influenzato da Sanpei Shirato, proprio come Tezuka lo fu da Walt Disney[7].

(continua nella prossima uscita – Per leggere tutto il reportage/approfondimento clicca sugli autori che hanno firmato questo articolo: ti appariranno tutti i loro contributi)

Fonti: 4. Corriere del Giappone, “80 anni di Go Nagai: Devilman, Goldrake e Mazinga Z” (September 9, 2025) 6. Wikipedia, “Devilman” (3 weeks ago) 7. Wikipedia, “Go Nagai” (November 3, 2025)