L’intelligenza artificiale sembra esser diventata la moda del momento, promette grandi rivoluzioni in qualsiasi campo venga inserita e così anche nel campo della medicina.
Un nuovo strumento basato proprio sull’IA promette di rivoluzionare il momento del parto, offrendo supporto agli operatori per assicurare un’assistenza precisa e tempestiva alle partorienti e ai loro bambini. Grazie a questo software innovativo, che potrà essere integrato agli ecografi utilizzati nelle sale parto, sarà possibile avere informazioni immediate e dettagliate sulla posizione della testa del bambino. Il sistema, visualizzando un segnale simile a un semaforo, indicherà agli operatori se procedere con la discesa naturale nel canale del parto, se utilizzare una ventosa o se, nei casi più complessi, optare per un cesareo d’urgenza.
Il software è stato sviluppato nell’ambito di un progetto coordinato dal Professor Tullio Ghi, specialista di Ginecologia e Ostetricia e nuovo professore ordinario presso l’Università Cattolica di Roma, oltre che direttore dell’Unità di Ostetricia del Policlinico Gemelli.
Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Lecce e il team della Clinica Ostetrica dell’Università di Parma, è stato pubblicato su The European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology.
Abbiamo contattato il Professor Tullio Ghi che ci ha fornito ulteriori dettagli sulla ricerca.

È diventato ormai chiaro il fatto che con la sola esplorazione manuale fatta durante il parto, i medici e ostetriche non sono particolarmente accurati nel riuscire a identificare la posizione della testa all’interno del canale del parto e il livello del bimbo all’interno del bacino della madre, quindi, è difficile anche capire quanto sostanzialmente deve ancora percorrere prima di uscire e raggiungere l’uscita.
Questo tipo di informazioni invece, sono veramente importanti. Per capire qual è la modalità giusta per aiutare una donna, in particolar modo quando il parto presenta degli ostacoli, si blocca, o rallenta, ormai da una decina d’anni è stata introdotta l’ecografia, che permette di ottenere informazioni più accurate. Ma, non tutti i medici che lavorano in sala parto sono abili nelle a interpretare i dati ecografici.
La mia idea è stata quella di provare ad aiutare i medici con un software basato su intelligenza artificiale. Il dispositivo acquisisce le immagini ecografiche automaticamente, senza che sia il medico a dover prendere le scansioni, basta poggiare la sonda sopra i genitali esterni.
Il programma è in grado di analizzare le immagini e fornire un responso immediato, segnalando all’operatore come procedere in modo chiaro ed efficace. Per rendere più immediata la comunicazione tra il software e l’operatore, abbiamo pensato a un sistema semplice e intuitivo basato sui codici colori tipo semaforo, giallo, rosso e verde.
Rosso per indicare che non è possibile procedere con la ventosa e che è necessario un intervento urgente, giallo per una situazione incerta, e verde per segnalare la possibilità di procedere con il supporto della ventosa. Questo tipo di feedback immediato aiuta a evitare errori nella fase delicata della discesa del feto e consente al personale medico di prendere decisioni basate su informazioni visive chiare e affidabili.
È in corso la seconda fase di validazione del software.
Stiamo esaminando centinaia di donne in sala parto, al momento il medico stabilisce autonomamente cosa fare basandosi sulla visita e sull’ecografia, poi utilizza il software che prende anche lui le sue decisioni. In questa fase però le disposizioni del software, cioè il famoso semaforo, non vengono comunicati all’operatore, ma semplicemente memorizzate nella macchina. In un secondo momento andiamo a verificare se le decisioni del medico e quelle del software sono state sempre coincidenti. E quando non sono state coincidenti andremo a vedere qual è stata la scelta più saggia.
Sì, una rivoluzione. Speriamo di poter introdurre il tutto per il 2028, almeno questa è l’idea. Ci vogliono diversi anni di studio e prove, tante pazienti da reclutare, però questo è l’obiettivo. Attualmente, l’implementazione della tecnologia è in fase di studio avanzato grazie a un finanziamento del Ministero della Salute italiano, che ha selezionato il progetto tra quelli di rilevante interesse nazionale (PRIN), garantendo una copertura economica di circa 200 mila euro per continuare la ricerca e validare ulteriormente il software.
Speriamo inoltre, in un’introduzione anche a livello internazionale.
