Il mondo del lavoro sta avendo una rivoluzione a livello globale e anche in Italia si inizia a ragionare in modo serio in ottica di sostenibilità e rivoluzione eco tecnologica.
Stanno prendendo sempre più piede i cosiddetti green jobs, i “lavori verdi”, con figure professionali con l’obiettivo di difendere e promuovere l’ambiente.
Sono senza dubbio i lavori su cui puntare per lo scopo principale al quale mirano ma non solo, anche per motivazioni professionali, dal momento che le richieste per queste professioni verdi avranno in incremento col passare degli anni.

Le città stanno davvero investendo in questi lavori?
Secondo un report pubblicato da C40 e Circle Economy Foundation il 10% dell’occupazione totale nelle città, che stanno investendo in azioni per il clima a livello urbano, è composto da green jobs.
La ricerca si sofferma sull’analisi di 74 città della rete C40 tra il Nord ed il Sud del mondo, aderenti ai principi sostenuti dall’associazione che promuove il passaggio ad una transizione ecologica e sostenibile, tramite azioni reali attuate dalle realtà urbane.
Nasce tutto da un annuncio lanciato nel 2022, durante il World Mayors Summit di Buenos Aires, dal copresidente di C40 e sindaco di Londra, Sadiq Khan, nel quale si incitavano i sindaci connessi alla rete a promuovere la creazione di 50 milioni di posti di lavoro verdi e di qualità entro il 2030 nelle grandi metropoli del mondo, in collaborazione con tutti i livelli di governo, aziende e sindacati, per una transizione che protegga i mezzi di sussistenza massimizzando nello stesso momento la prosperità economica.
In soli due anni sono stati raggiunti ottimi risultati: ammontano a 16 milioni le unità lavorative attive nelle 74 città analizzate, includendo posizioni lavorative direttamente e indirettamente collegate con i lavori green.
“Londra continua a guidare la strada quando si tratta di azioni per il clima e il nostro impegno per i lavori verdi dimostra che la strada verso la prosperità è anche la strada verso la sostenibilità. Insieme, possiamo ottenere molto di più di quanto potremmo fare da soli e non vedo l’ora di continuare a ispirarci e spingerci verso un futuro più equo e più verde per tutti”, evidenzia Sadiq Khan, portando come esempio concreto il lavoro svolto nel settore edile per affinare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici raggiungendo il 96% di conversione occupazionale verso i green jobs.

Green jobs in Europa
Il report si divide per aree geografiche. Circa l’8% dei posti di lavoro analizzati in 18 città europee possono essere considerati verdi, dunque, i green jobs al momento attivi nell’UE sono circa 2,3 milioni su 30,5 mln totali:
- 1,3 milioni(4,4%) sono green jobs diretti operanti in un settore verde come l’energia rinnovabile, la raccolta dei rifiuti o la riparazione;
- 800(3,2%) sono indirettamente verdi, dal momento che forniscono i beni e i servizi necessari ai settori verdi per operare.
I settori che sventolano la bandiera nel primato dell’occupazione verde sono quello energetico, la fornitura di impianti per la climatizzazione, il rifornimento idrico, la rete fognaria, la gestione dei rifiuti e le attività di bonifica, inseguite da vicino dal comparto edile, tutti influenzati dalle misure locali di politica pubblica sul clima.
Nel commercio all’ingrosso e al dettaglio bisogna invece, ancora salire qualche gradino per arrivare alla meta.
I settori che si alleano con la politica, condividendone gli obiettivi a livello regionale, per promuovere la crescita verde nel piano d’azione per l’economia circolare e le energie rinnovabili, hanno già creato migliaia di posti di lavoro verdi, ma possono certamente crescere ancora di più.
Piccole accortezze per il futuro
“Le città sono cruciali nel guidare la transizione verso un’economia verde e devono continuare a investire nella forza lavoro verde e a sostenere gli investimenti locali da parte del settore privato e di altri livelli di governo”, si legge nel report. Però, per assicurare un futuro ai green jobs e garantire un futuro sostenibile le città, le imprese e gli investitori dovranno adottare dei piccoli accorgimenti:
- Investire nell’istruzione e nella riconversione per rifornire la forza lavoro e rendere i posti di lavoro accessibili a una popolazione più ampia;
- Aggiornare gli standard sugli appalti pubblici e usarli per favorire la trasformazione del mercato verde;
- Appoggiare l’innovazione e il cambiamento nei settori chiave che contribuiscono in modo importante all’occupazione, ma nei quali il loro potenziale di lavoro verde rimane in gran parte non utilizzato;
- Incoraggiare le piccole e medie imprese a realizzare buoni posti di lavoro verdi migliorando l’accesso ai gruppi vulnerabili.
La conservazione dell’ambiente non è più un aspetto poco importante, ma inizia a essere l’obiettivo principale di tutti, indirizzato verso una tutela che ci aiuti a custodire il pianeta.
