60 milioni. È il numero stimato di automobilisti che nel corso di un anno passano in questo tratto di Autostrada Firenze – Mare e che, precisamente all’altezza di Pistoia, possono godere, dallo scorso 20 marzo, di un’opera ambientale fortemente voluta da Vannucci Piante.
Dieci splendidi cipressi toscani, sormontati da salvagenti, compongono l’opera ambientale che la famosissima azienda agricola toscana ha voluto realizzare per fare veicolare il messaggio, sempre più attuale, dell’urgenza di tutelare tutti gli esseri viventi tramite il salvataggio delle piante e del mondo vegetale essenziale per mantenere la vita sul pianeta. Presentato nei giorni scorsi – negli spazi del più importante produttore di piante ornamentali d’Europa – l’installazione site-specific “Save the planet”.
Ne parliamo con Andrea Massaini, 55 anni, pistoiese, marketing manager di Vannucci Piante o, per dirla meglio, colui che ha dato vita, idee e gambe a questa strategia comunicativa. Conosciuto in tutto lo stivale per il suo estro e per la sua creatività, Massaini è riuscito a sublimare il generico e noto marketing in una strategia di elevato e nobile valore sociale.

“Beh.. Possiamo dire che mi occupo da anni di comunicazione e che, da molto tempo, curo la strategia comunicativa per Vannucci Piante. Possiamo anche aggiungere, nello specifico, che questa comunicazione autentica, eclettica e creativa forse mi è venuta bene”
“Abbiamo optato per una comunicazione schietta e semplice e che, vista l’attualità e impellenza di un tema così importante, arrivasse nuda e cruda alle persone. Obiettivo? Scatenare una sana riflessione collettiva e, forse, lo ammetto, ho avuto la giusta intuizione”
“Penso che quando arrivano certe ispirazioni è perché c’è una certa predisposizione a raccoglierle. Sicuramente il tema che cerca di suggestionare l’opera è un tema molto attuale. Salvataggio, vale a dire salvare il pianeta e le piante. Perché non pensiamo mai alle piante pur avendo sottocchio ogni giorno la loro straordinaria imprescindibilità? L’aria che respiriamo è generata da altri esseri viventi. Ecco che ho unito il genere: esseri viventi del resto sono sia piante che uomini che animali. E dunque sono arrivato alla sintesi…”
“Ho messo insieme una delle piante piu identificative del paesaggio toscano, ossia il cipresso, e un simbolo che purtroppo vediamo quasi ogni giorno, vale a dire il salvagente. Il cipresso, per la sua conformazione, sembra un faro, una sentinella, una pianta con un certo portamento. Scelta la pianta giusta, mi serviva anche un salvagente evocativo e, così, mi è piombata addosso l’idea di quei salvagenti antecedenti quelli attuali, di colore arancione, che conosciamo tutti. Li ho creati insieme all’azienda locale SSG, anch’essa pistoiese, che a sua volta si è raccordata con altri artigiani che hanno dato vita ad una catena umana. All’interno di ciascun salvagente ci sono infatti resine, polistirolo, armature in ferro: era necessaria l’opera di più mani artigiane e maestranze per crearli così specifici”
“10 cipressi di 12 metri ciascuno. Ogni salvagente si trova invece a 7 metri da terra”
“Ho attinto da un’immagine poetica di un vecchio salvagente. L’ho disegnato e ho proposto lo schizzo, il mio bozzetto, a Vannino Vannucci, titolare dell’azienda. A lui è piaciuta subito e, così, abbiamo fatto un prototipo circa 6 mesi fa e, col passare del tempo, lo abbiamo testato con acqua, vento e sole. Risultato? Il prototipo ha sfidato pioggia ed intemperie e resisteva”
“Assolutamente no. Abbiamo voluto con tutte le nostre forze che il taglio del nastro avvenisse di lunedì, ossia un giorno qualsiasi della settimana. Data l’importanza e urgenza di questo tema abbiamo escluso un giorno del weekend associabile a feste o svago. Semmai riflessione, quotidianità, emergenza di agire per salvaguardare il nostro pianeta. Ci piaceva poi anche un dettaglio numerico e simbolico: 20.3 del 2023 e, così, alle ore 12 dello scorso 20 marzo abbiamo fatto l’inaugurazione dell’opera”
“Se le piante dovessero scomparire dalla Terra, la vita dell’uomo durerebbe poche settimane. In pochissimo tempo tutte le forme animali di vita scomparirebbero. Potrebbe essere sufficiente questo per darci la misura dell’importanza del “salvataggio” delle piante sul nostro Pianeta. Questa opera è un richiamo esplicito al salvataggio, al mutuo soccorso, al sostenersi con il prossimo, sia che si tratti alberi che di uomini. Siamo tutti esseri viventi”
