Ecco settembre. Il mese che sempre di più rappresenta il vero inizio d’anno con la ripresa del lavoro, i progetti e obiettivi da realizzare e quel ritorno alla quotidianità che con le vacanze è stata giustamente messa da parte per far posto a relax, divertimento e perché no a qualche eccesso. Ma è ora di tornare al lavoro, la sveglia ricomincia a suonare, gli impegni incombono. E ritornare ai ritmi pre-ferie è, per un numero sempre crescente di persone, accompagnato da una sensazione di disagio che gli esperti definiscono “post vacation blues”, ossia la depressione da rientro dalle vacanze.
Questa peraltro è stata la prima estate, dopo due anni, di libertà, senza le restrizioni imposte per il contenimento della pandemia. E che è diventata emblema di voglia di svago, movimento e passioni, rientrare quindi nella routine può diventare più faticoso e creare malessere psicologico che certamente è più probabile in chi è insoddisfatto del proprio lavoro e del proprio contesto lavorativo cosa che comporta dei rischi più alti. E per non incorrere in una serie di sintomi anche facili da individuare: stanchezza, inquietudine, noia, debolezza, senso di insoddisfazione. Incapaci di concentrarsi, fisicamente appesantiti, psicologicamente non pronti, schiacciati dal senso di responsabilità e dai compiti incombenti. Assumere quindi i giusti comportamenti può aiutare a mantenere un buon livello di benessere psicologico.

I consigli per un rientro meno traumatico
- Il sonno. Riabbracciare la quotidianità di lavoro e scuola con gradualità, facendo attenzione a dormire molto e con un riposo di qualità. Evitare di passare dalle 8-10 ore di sonno del periodo vacanziero alle 6-7 che ci si concede al rientro.
- Mantenere le abitudini dedicate a sé stessi. Se le ferie sono state attive, ritagliarsi uno spazio nella propria quotidianità per continuare a coltivare anche al rientro passioni, svaghi o momenti personali. La nostra mente, per produrre con efficacia e costanza, ha bisogno anche di distrarre l’attenzione e la concentrazione da stimoli ripetuti e continui come sono quelli delle prestazioni lavorative e/o scolastiche.
- Organizzare le proprie giornate. Pianificare la gestione della casa, così come dell’ufficio e dello studio, permette di non vivere un sovraccarico immediato di questioni da dover portare a termine, magari con apparente disordine, che genera poi maggiore ansia.
- Mantenere relazioni sociali. Dopo le uscite dell’estate, continuare a frequentare amici e contatti stretti nel tempo libero è importante per non scivolare in un senso di alienazione all’interno degli impegni e conservare invece spensieratezza.
- Fare attività fisica. Lo sport aiuta a diminuire lo stress, ad affrontare diversamente la giornata lavorativa e a riposare meglio, ma anche ritagliarsi pause di benessere psicofisico.
- Traguardi chiari. Provare a fissare concretamente gli obiettivi che si vuole raggiungere, obiettivi che siano realistici e ben scansionati nel tempo. Definirli serve a focalizzare l’attenzione, ad alimentare la motivazione e a tener lontana l’ansia da prestazione che spesso confonde e rallenta.
“L’estate 2022 – spiega Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana – ci ha permesso di riappropriarci del senso di libertà di movimento, di progettazione, di attività relazionali compromesse a causa dell’emergenza Covid. Ci ha consentito di scaricare le nostre tensioni e fatiche accumulate negli ultimi due anni anche per le restrizioni e i sacrifici, personali e familiari, legati alla pandemia. Si può presumere che quest’anno ripartiremo con un po’ più di energia nella ripresa delle nostre quotidiane attività. Il sonno, l’organizzazione, le relazioni sociali, gli hobbies sono tutti aspetti che contribuiscono al nostro benessere psicologico e ci aiutano a vivere la quotidianità con positività, riducendo la tensione che si accumula nel tempo”.
