I freni delle auto inquinano

I freni delle macchine rilasciano delle polveri sottili che, secondo un recente studio, sono più tossiche delle emissioni di un motore diesel.

SALUTE
Francesca Danila Toscano
I freni delle auto inquinano

I freni delle macchine rilasciano delle polveri sottili che, secondo un recente studio, sono più tossiche delle emissioni di un motore diesel.

Ci preoccupiamo sempre più di lanciare e incentivare l’uso di auto elettriche, ma, chiudere in garage i veicoli diesel e benzina non è la soluzione per eliminare l’inquinamento. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Particle and Fibre Toxicology ha dimostrato che ciò che risulta dannoso per l’uomo è proprio il particolato emesso da alcune pastiglie dei freni, addirittura più delle particelle liberate attraverso gli scarichi.

Questa volta, dunque, a essere inquisite sono le particelle microscopiche emesse dai freni.

I risultati della ricerca

Gli scienziati, guidati dal dottor James Parkin, hanno analizzato le conseguenze sulla salute polmonare per particolato proveniente da quattro tipi differenti di pastiglie dei freni, create con differenti composizioni chimiche, prestando maggior attenzione alle particelle più piccole, dal PM2,5 in giù, ovvero anche 30 volte più piccole del diametro di un capello umano.

Queste particelle oltrepassano le vie aree superiori spingendosi fino agli alveoli polmonari, dove ha luogo lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica da e verso il flusso sanguigno. I ricercatori,
dopo aver raccolto il particolato con specifiche attrezzature, lo hanno esposto a campioni di cellule polmonari per valutare quantitativamente gli effetti, dallo stresso ossidativo fino alla morte delle
cellule.

Grazie ai risultati ottenuti, hanno stilato una lista di pericolosità su quattro tipi di pastiglie (a basso contenuto metallico, semimetalliche, organiche senza amianto, ibride ceramiche):

  1. Al primo posto ci sono quelle organiche non in amianto: sono le più dannose in termini di infiammazione e altri marcatori di tossicità, più pericolose per le cellule polmonari umane rispetto alle particelle di scarico dei motori a gasolio; producono il maggiore stress ossidativo. Sono tutti fattori, dunque, che possono scatenare malattie come il cancro o fibrosi polmonare. Inoltre, modificano i processi metabolici nel corpo e condizionano l’equilibrio dei metalli nell’organismo.
  2. Le seconde più tossiche sono le pastiglie in ceramica.

Entrambe le tipologie racchiudono alte concentrazioni di rame, più è alta la quantità di rame immessa sulle pastiglie, più cresce l’impatto negativo sulle cellule dei polmoni dopo aver respirato
queste particelle.

Rimuovendo il rame dalle pastiglie, si è notata la minor tossicità. Perciò, gli scienziati concludono che una diminuzione del contenuto di rame nelle pastiglie dei freni potrebbe affievolire gli effetti
nocivi del particolato emesso dai veicoli.

Le alterazioni nei percorsi biologici osservate sono state collegate a una serie di malattie, tra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la fibrosi polmonare idiopatica (IPF), il cancro, le malattie cardiovascolari, il morbo di Alzheimer e l’invecchiamento precoce”, scrivono gli autori nello studio.

La soluzione

Il passaggio dai veicoli termici a quelli elettrici non cancella il problema delle emissioni di particolato: “Le emissioni non di scarico potrebbero aumentare nel tempo perché i veicoli elettrici sono più pesanti e creano maggiore attrito”, evidenzia il professor Matthew Loxam, supervisore dello studio.

Ad oggi, la normativa antinquinamento non prevede la misurazione del particolato emesso durante la frenata, ma verrà certamente calcolato dalla nuova normativa Euro 7, che entrerà in vigore per le auto dal 1° luglio 2027. Il nuovo regolamento inserirà limiti per le emissioni di particelle generate durante la frenata, per i veicoli elettrici sarà di 3 mg/km; invece, quelli ibridi e a combustione non potranno andare oltre i 7 mg/km.