“Voi siete i testimoni del futuro. Sarete voi a dire ai nostri successori, e a noi stessi se stiamo raggiungendo gli obiettivi, se stiamo rispettando le nostre promesse, se stiamo mantenendo la parola data in varie occasioni come questa”. Con queste parole il Presidente del Consiglio dei ministri italiano, Mario Draghi, si è rivolto alle nuove generazioni, nel corso della seconda edizione della Youth4Climate, la Conferenza dei giovani sul clima tenutasi a New York a margine della 77ma sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu. Organizzata lo scorso 20 settembre dal Ministero della Transizione ecologica in collaborazione con il Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) il Summit, che ha accolto circa 150 giovani delegati da 90 paesi, si è svolto nel segno della concretezza sotto lo slogan “Powering action”.
L’eredità della prima edizione di Youth4Climate
Nel suo intervento Draghi ha ricordato il primo Youth4Climate svoltosi nel 2021 a Milano, organizzato, come l’edizione di quest’anno, dal MITE in collaborazione con il Programma per lo Sviluppo dell’Onu (UNDP). Un’occasione importante per portare i giovani al centro del dibattito su un tema di estrema attualità, cruciale per il prossimo futuro e che, pertanto, richiede un forte impegno soprattutto delle nuove generazioni. Un’iniziativa che allora ha dimostrato l’interesse dei giovani per le discussioni sul clima, in particolare quelle della COP26, la Conferenza sul Clima dell’Onu tenutasi lo scorso novembre a Glasgow, in Scozia. Con la partecipazione di circa 400 giovani da tutto il mondo a contraddistinguere l’evento del 2021 è stata una grande propositività con proposte concrete per limitare gli effetti della crisi climatica, sintetizzate nel documento finale il Manifesto Youth4Climate. Si è trattato di un successo al punto che il ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha voluto farne un appuntamento annuale.

Proposte della Youth4Climate 2022: tra continuità e novità
L’edizione appena conclusa si è svolta nel segno della continuità ma anche dell’innovazione, con il fine di rendere sempre più strutturata la Conferenza dei giovani sul clima. Alle idee contenute nel Manifesto, presentato a Milano nell’autunno scorso se ne sono aggiunte altre tra cui la realizzazione di www.Youth4Climate.info, una piattaforma Internet intesa come strumento di scambio, discussione e formazione in materia di cambiamenti climatici e sulla sostenibilità per i giovani di tutto il mondo.
Un risultato importante di quest’anno è stato l’accordo raggiunto su 15 bandi a sostegno dell’attuazione concreta delle idee proposte dai giovani in materia di difesa climatica. Con il supporto dello schema “Innovation challenge” del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), che mette a disposizione risorse per progetti riguardanti vari ambiti, tra cui resilienza urbana, sistemi alimentari sostenibili, energia ed educazione. Ad inorgoglire particolarmente il nostro Paese e il nostro premier è la notizia della prossima creazione di un Segretariato permanente della Conferenza dei giovani sul clima che si occuperà di coordinare tutte le attività dell’organismo e che avrà sede a Roma, presso il Centre for Climate Action and Energy dell’UNDP.E sempre a Roma si svolgerà l’edizione 2023 della EU4Climate. Prima di quell’appuntamento però ce ne sono altri in programma quest’anno, primo fra tutti la Cop27 che si svolgerà a novembre a Sharm el-Sheikh, in Egitto.
Il cambiamento climatico non può attendere le decisioni delle conferenze annuali, ma richiede un’azione rapida e efficace in materia. Prevedendo appuntamenti regolari, raccogliendo i suggerimenti dei giovani ma anche ascoltando gli esperti, misurando i risultati raggiunti con l’intento di innescare un circolo virtuoso indispensabile per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Queste saranno alcune delle sfide principali che il Segretariato con sede a Roma dovrà affrontare. Non è più il momento di sognare, occorre realizzare concretamente iniziative e progetti. È ora di agire. Come ha ricordato il premier italiano: “Occorre fare meglio, e farlo più in fretta”. E i giovani scesi nelle piazze italiane venerdì scorso, a due giorni dalle elezioni nazionali, per chiedere che la politica non ignori la crisi climatica sembrano essere in perfetta sintonia con Draghi. E con l’esigenza indifferibile di tutelare clima e ambiente.
