I LUOGHI DOVE TUTTO SI AGGIUSTA E NIENTE SI BUTTA

Nati in Olanda nel 2009 sono luoghi fisici in cui portare ad aggiustare oggetti rotti di ogni genere regalandogli una nuova vita. In Italia, da Bolzano a Cagliari, sono attualmente 13.

INIZIATIVE
Redazione
I LUOGHI DOVE TUTTO SI AGGIUSTA E NIENTE SI BUTTA

Nati in Olanda nel 2009 sono luoghi fisici in cui portare ad aggiustare oggetti rotti di ogni genere regalandogli una nuova vita. In Italia, da Bolzano a Cagliari, sono attualmente 13.

Si chiamano Repair Cafè, nascono in Olanda nel 2009 e in questi anni si sono sparsi rapidamente un po’ ovunque, in Europa e non solo e, naturalmente anche in Italia.

Sono luoghi fisici di aggregazione e incontro in cui riparatori volontari mettono a disposizione le proprie competenze per aggiustare oggetti di qualsiasi genere – dal ferro da stiro allo smartphone – rotti o malfunzionanti portati dagli avventori a cui, in cambio, viene chiesto il pagamento di una modica quota associativa.

Riparare e non sprecare, riutilizzare e non buttare sono naturalmente le parole d’ordine di queste nuove realtà che perseguono i principi dell’economia circolare, valorizzando i beni comuni e riducendo la produzione di rifiuti.

Tutto nasce dall’intuizione dell’ex giornalista olandese, Martine Postma, che nell’ottobre del 2009 decise di affittare gli spazi del dismesso Fijnhout Theatre di Amsterdam per adibirlo a officina aggiustatutto, offrendo alle persone la possibilità di mettere a disposizione le proprie competenze per riparare oggetti e dar loro una seconda vita.

Repair Cafè

Il successo dell’iniziativa fu così dirompente e immediato che lo stato olandese decise di sostenere gli aggiustatori riuniti nel teatro fino ad arrivare, nel giro di pochi mesi, alla nascita, il 2 marzo del 2010, della Repair Café Foundation, un’organizzazione, finanziata con fondi statali e privati, presieduta proprio dalla signora Postma.

Nel Belpaese si contano attualmente 13 Repair Cafè, da Bolzano a Cagliari, ma è un numero in continua crescita.

Il primo in assoluto è nato a Roma, quartiere Tufello, sotto il nome di Aggiustotutto Repair Café, seguito, sempre nella capitale, dal Repair Café Roma San Paolo, mentre a Milano c’è Lab Barona, a Bologna Rusko (il rusco nel dialetto emiliano è la spazzatura ndr), a Bolzano Spazio77, e avanti così passando per il Repair Café di Perugia, il Repair Café di Venezia fino a quelli di Pavia, Firenze, Torino etc.

La riparazione

La riparazione degli oggetti che vengono portati nei Repair Cafè passa generalmente per tre distinte fasi: diagnosi, manutenzione e riconsegna.

A seconda della tipologia, l’oggetto viene poi passato nelle mani dell’aggiustatore competente che provvederà all’intervento. La riparazione avviene in presenza del proprietario dell’oggetto in questione il quale, magari sorseggiando un caffè, potrà imparare la preziosa arte della riparazione.

Terminata l’operazione, al possessore dell’oggetto viene chiesto se vuole fare un’offerta in denaro per la prestazione che ha appena ricevuto, ricordandogli rigorosamente che la riparazione è stata fatta a titolo gratuito.

È del tutto evidente che questi luoghi sono frequentati da persone – tra volontari e avventori – che formano di fatto e non solo una rete solidale ispirata a principi contrari al consumismo sfrenato e in favore della salvaguardia dell’ambiente, della dignità e preservazione dei mestieri, della condivisione delle esperienze, della riduzione delle spese.

Chi avesse voglia di unirsi a loro e di aprire magari un nuovo Repair Cafè può farlo rivolgendosi alla fondazione Repair Café International, nata nel 2011, per supportare i volontari nell’allestimento e nell’avvio della struttura.

L’associazione fornirà ai richiedenti un apposito manuale e permetterà loro di registrarsi su RepairMonitor, la piattaforma comune a tutti i Café, in cui registrare i dati delle operazioni portate a termine.

La fondazione è promotrice della campagna europea Right to Repair, avviata nel 2019, con l’intento di sensibilizzare le persone, le aziende e le istituzioni sul tema del consumismo e delle sue nefaste conseguenze in termini ambientali, economici e sociali.