I tatuaggi indeboliscono il sistema immunitario

L’inchiostro dei tattoo si trattiene nei linfonodi per anni mandando in tilt le nostre difese e influenzando la risposta ai vaccini

SALUTE
Maria Grazia Ardito
I tatuaggi indeboliscono il sistema immunitario

L’inchiostro dei tattoo si trattiene nei linfonodi per anni mandando in tilt le nostre difese e influenzando la risposta ai vaccini

Fare un tatuaggio comporta mille interrogativi: cosa far disegnare? Dove? Quali colori risaltano di più e meglio? Però da anni con dibattiti e ricerche gli studi ci consigliano di pensare anche alla salute.

La conclusione a cui è giunto un nuovo studio condotto sui topi, suggerisce un possibile accumulo dei pigmenti dei tatuaggi nei linfonodi, protagonisti delle nostre difese immunitarie. I tatuaggi potrebbero compromettere il nostro sistema immunitario per anni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata dell’Accademia delle Scienze degli Usa Pnas. La ricerca è stato guidata dall’italiana Arianna Cappuccetti e coordinata da Santiago Gonzales dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina a Bellinzona, con il contributo di altri 12 gruppi internazionali.

Analizzando l’effetto sui topi da laboratorio, gli studiosi prendendo in esame i colori più diffusi nei tatoo, il rosso, il nero e il verde, hanno rilevato che, una volta applicato il tatuaggio, l’inchiostro si sposta rapidamente attraverso il sistema linfatico e si accumula nei linfonodi. Centrali nella difesa immunitaria dell’organismo. Secondo quanto emerso nella ricerca la migrazione dei pigmenti attiva una risposta infiammatoria in due fasi: una fase acuta che dura circa due giorni e una fase cronica che può protrarsi per anni.

In questa seconda fase le cellule sono assorbite dai macrofagi, cellule immunitarie stazionarie, specializzate nel catturare e neutralizzare agenti esterni. Per i macrofagi però l’inchiostro è un bersaglio insolito e quindi non viene ‘digerito’, come si verifica per altri agenti patogeni: in definitiva lo inglobano ma non riescono a degradarlo, in particolare il rosso e il nero.

L’assorbimento dei pigmenti, quindi, provoca danni cellulari, inducendo apoptosi, cioè la morte programmata dei macrofagi. Il processo lascia l’inchiostro intrappolato e compromette gradualmente la capacità di difesa del sistema immunitario. Infatti questo accumulo può persistere per anni, se non per tutta la vita, mantenendo le cellule sotto stress costantemente.

La ricerca segnala anche la possibilità che i tatuaggi inducano una minore efficacia dei vaccini. Nei topi tatuati è stata rilevata una ridotta risposta anticorpale IgC al vaccino anti-Sars-Cov-2 a mRNA, risultati simili sono stati riscontrati anche nelle cellule immunitarie umane.

Più la ricerca scientifica si sviluppa più sicura potrà essere la pratica del tatuaggio, senza inibire la creatività ‘artistica’ dell’immaginario collettivo.