Le rinnovabili si stanno progressivamente diffondendo nel settore dei trasporti dell’UE che si è data l’obiettivo di raggiungere il 29% di energie da fonti rinnovabili entro il 2030.
Al momento ha conseguito questo target solo la Svezia, che ha la percentuale più alta di energie rinnovabili nei trasporti, oltre il 33% nel 2023, considerando gli ultimi dati di Eurostat. Il paese scandinavo è leader in Europa grazie soprattutto alla rapida adozione dei veicoli elettrici.
Al secondo posto c’è la Finlandia, con una quota pari al 20,7% di energia da fonti rinnovabili nel suo mix di trasporti, seguita dai Paesi Bassi (13,4%) e Austria (13,2%).
Stando ai dati riferiti al 2023 Svezia, Germania e Paesi Bassi sono tra i paesi più virtuosi avendo utilizzato nel trasporto stradale più della metà dell’elettricità rinnovabile dell’UE.
Nello stesso anno inoltre Belgio, Lussemburgo e Portogallo hanno registrato alcuni dei maggiori aumenti relativi di elettricità rinnovabile prodotta dai veicoli stradali.
E’ proprio l’elettricità rinnovabile che dovrebbe guidare per la maggior parte il conseguimento dell’obiettivo europeo del 29% di energie rinnovabili attraverso una maggiore adozione di fonti energetiche come quella l’energia eolica e solare e una rapida e maggiore diffusione di auto, furgoni e camion elettrici guidati dagli standard UE di CO2 stradali.

La questione controversa dei biocarburanti
Eppure, lamentano gli attivisti, alla crescita delle rinnovabili in questi paesi contribuiscono anche i biocarburanti, una fonte di energia controversa. La categoria di biocarburanti, liquidi o gas come biodiesel e bioetanolo, ottenuti da biomassa, è infatti in aumento e include sempre più prodotti dannosi per l’ambiente tra cui gli olii esausti, i grassi animali e i residui di palma, per lo più importati dall’Asia. Questi materiali rappresentano circa il 40% di tutti i biocarburanti utilizzati nel trasporto, costituendo più della metà della quota rinnovabile dichiarata del 10,8% .
La Svezia, ad esempio, paese virtuoso nel settore, fa sempre più affidamento sui biocarburanti ricavati da grassi animali che possono esser divisi in tre categorie, in base al rischio di trasmissione di malattie. Le categorie 1 e 2 hanno un uso più limitato nel riscaldamento, mentre i rifiuti di categoria 3, considerati più sicuri, possono essere utilizzati anche per alimenti destinati agli animali domestici e prodotti oleochimici.
Tuttavia essendo materiali limitati il timore di diversi, attivisti e non, è che il paese nordico e con questo quelli all’avanguardia nel settore, possano incoraggiare l’uso di materie tutt’altro che sostenibili come l’olio di palma.
E’ certamente positivo l’incremento nell’utilizzo a livello UE di fonti rinnovabili; tuttavia, affinché sia sostenibile il trasporto è necessario che tali fonti siano anche pulite e rispettose dell’ambiente.

