Il cambiamento climatico minaccia sempre più la nostra salute

Questi cambiamenti influenzano la qualità dell’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo. E aumentano il rischio di malattie infettive.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
Il cambiamento climatico minaccia sempre più la nostra salute

Questi cambiamenti influenzano la qualità dell’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo. E aumentano il rischio di malattie infettive.

L’aumento delle temperature ha effetti diretti sulla nostra salute: incrementa il rischio di malattie trasmesse attraverso acqua, cibo, insetti e parassiti.

Inoltre il climate change altera l’ecosistema provocando conseguenze sul piano alimentare provocato da un drastico calo di produzione e coltivazioni con conseguenze anche su materie prime e prezzi al dettaglio.

Non sono rumors o ambientalisti estremisti ma a denunciare la gravità della situazione sono gli scienziati e più precisamente gli esperti della Società Italia di Medicina (SIMA).

Dati alla mano hanno così commentato l’allarme lanciato da Copernicus secondo il quale il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, con una temperatura globale accresciuta di 1,5 gradi sopra i livelli pre industriali.

Aumentano quindi i rischi di malnutrizione, di trasmissione di malattie infettive e traumi, con conseguente aumento della spesa sanitaria e aggravio della povertà.

Risulta così sempre più evidente come la salute e il benessere delle persone siano strettamente legati alla salute dell’ambiente e degli animali.

Il surriscaldamento globale minaccia ormai sempre più gli elementi essenziali della vita umana come acqua, aria e cibo e modifica la frequenza e la distribuzione di molte malattie infettive, ci informa SIMA.

L’aumento delle temperature medie crea le condizioni ideali per la diffusione di patogeni: grazie alla maggiore umidità proliferano ad esempio zecche, zanzare e parassiti che trasmettono malattie
come il virus Zika, la febbre dengue e la malaria.

L’impatto delle elevate temperature non si limita alle sofferenze estive di cui spesso siamo vittime: crampi, colpi di calore e ipotermia, oltre al peggioramento dei problemi cardiovascolari e respiratori cronici, ma a crescere sono molti malanni piuttosto seri.

Diventano sempre più anche le patologie idrotrasmesse: piogge intense e alluvioni, eventi direttamente connessi al cambiamento climatico, fanno straripare corsi d’acqua e mandano in tilt le reti fognarie, diffondendo tra la popolazione agenti virali quali i virus dell’epatite A ed E, Enterovirus, Adenovirsu, Norovirus, Rotavirus, contaminando anche la catena alimentare.

I danni a noi più evidenti riguardano proprio il fronte alimentare. Le temperature più alte danneggiano le coltivazioni in molte aree del mondo, provocando un taglio di materie prime indispensabili e un fortissimo aumento dei prezzi al dettaglio.

“A tali fenomeni si associa quello psicologico – afferma Alessandro Miani, presidente del SIMA – E’ stato di recente coniato il termine ‘Solastalgia’ per indicare l’angoscia provocata dal drastico cambiamento del clima. Gli eventi estremi provocano uno stato di stress che tra i cittadini più vulnerabili può sfociare in disturbi post- traumatci e addirittura in suicidi”.