Un sistema di deposito cauzionale è strategico per il raggiungimento di diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 20230. Lo sostiene il rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e la campagna “A buon rendere – molto più di un vuoto” presentato al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2025.
Il deposito su cauzione, oltre ad essere fondamentale per l’ambiente e il conseguimento degli obiettivi europei in tema di gestione dei rifiuti (compreso il Regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti da imballaggi), offre vantaggi economici in termini di aumento dell’occupazione e opportunità nella gestione, raccolta e trattamento dei materiali, in particolare di contenitori di bevande.
Come funziona
Il sistema di deposito cauzionale prevede al momento dell’acquisto il pagamento di un deposito consistente in un piccolo ammontare (compreso tra 10 e 25 centesimi di euro) che viene interamente riscattato al momento del conferimento del contenitore/i vuoto/i in un negozio o punto di raccolta. Gli imballaggi sono prelevati, compattati e portati in un centro di smistamento per esser riciclati, creando materie prime secondarie.
Attraverso il riciclo non solo viene incoraggiata la raccolta differenziata e un approccio ispirato all’economia circolare consentendo una più lunga vita ai materiali, ma anche un processo di alta qualità che ne mantiene qualità e valore. Gli imballaggi, infatti, non sono mischiati tra loro, cosicché da bottiglie conferite si ricavano bottiglie e da lattine altre lattine secondo il principio del “riciclo closed loop”.
Questo sistema di deposito cauzionale efficiente che garantisce tassi di raccolta e riciclo elevati e di elevata qualità è apprezzato da alcune organizzazioni del settore come Natural Mineral Waters Europe e European Fruit Juice Association.

La riduzione dei rifiuti
Si è notato che nei paesi dove il sistema è disponibile e funzionante il tasso di abbandono dei contenitori di bevande è inferiore del 66% rispetto a quelli dove il sistema non è previsto. Si è altresì visto che oltre al vantaggio ambientale è da tenere in considerazione anche il risparmio dei costi di pulizia che in Europa si aggira ogni anno tra i 10-13 miliardi di euro.
Oggi sono attivi nel mondo 57 sistemi di deposito cauzionale e l’Europa risulta un leader. Tra i primi paesi ad averli introdotti rilevano quello scandinavi tra cui, in ordine cronologico, la Svezia nel 1984, la Finlandia nel 1996 e la Norvegia nel 1999.
Nel 2023 si è aggiunta ì la Romania e l’anno seguente Ungheria e Irlanda. Eppure il più grande sistema di deposito cauzionale al mondo è in Germania con oltre 130 mila punti di raccolta e una percentuale di reso pari al 98%.

In Italia
Nonostante il nostro paese risulti tra i più virtuosi in tema di economia circolare, fino a pochi anni fa il dibattito in materia era praticamente inesistente o comunque molto limitato. Recentemente è cresciuta la consapevolezza che un sistema di deposito cauzionale potrebbe consolidare e migliorare le performance in materia di circolarità e contribuire a raggiungere più facilmente gli obiettivi europei di riduzione di rifiuti; secondo un’indagine di allora già nel 2022 oltre l’80% degli italiani erano favorevoli all’introduzione di questo sistema.
Manca ancora però la consapevolezza dell’impatto positivo che si otterrebbe in termini di riduzione delle importazioni di contenitori, in particolare di plastica, dall’estero se si considera che in Italia il 92% delle bottiglie non viene ritrasformato in altre bottiglie come materia prima secondaria.
Qualcosa si muove nel Belpaese, è vero, ma occorre una decisa accelerata.
