Il primo anime notturno di Mediaset, Wedding Peach (1)

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e passione…
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale.

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
Il primo anime notturno di Mediaset, Wedding Peach (1)

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e passione…
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale.

S_N PASSIONI: I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

SPECIALE APPROFONDIMENTO – PRIMA PARTE

Wedding Peach (I Tanti Segreti di un cuore innamorato), rappresenta un anime determinante per la storia dell’animazione giapponese in Italia. Insieme a Berserk fu trasmesso da Italia Uno in terza serata, come esperimento in pieni anni ‘90 per capire se il pubblico della tv commerciale, fosse pronto ad apprezzare gli anime non come cartoni animati, ma prodotti di intrattenimento disegnati per ogni fascia di età.

I primi anni Novanta non solo hanno premiato il Giappone su più fronti – specialmente per la strategia economica che allora, al contrario di oggi dopo il tracollo della borsa di Tokyo, sembrava vincente e difficilmente eguagliabile – ma hanno anche sancito definitivamente la leadership di questo Paese nel campo dell’animazione e dell’intrattenimento. Un trionfo testimoniato anche dalle mosse strategiche del colosso dell’animazione, la Walt Disney, la quale, accortasi del successo crescente dei prodotti made in Japan, prima ha trafugato il plot di Kimba il leone bianco per realizzare il suo The Lion King, poi si è aggiudicata a colpi di miliardi i lavori del fantasmagorico Hayao Miyazaki.

Un fenomeno recente, per esempio, è rappresentato da Sailor Moon, che non rimarrà solo un anime di successo perché, cresciuto oltre ogni previsione, si è plasmato in uno dei marchi di fabbrica più riusciti e vincenti di ogni tempo. A differenza dei suoi predecessori, infatti, Usagi non solo ha conquistato il Paese del Sol Levante ma anche sbaragliato la concorrenza di mezzo mondo generando un giro d’affari senza precedenti.

Sailor Moon

Grazie al successo delle guerriere Sailor, le grandi aziende hanno trovato un prodotto dalla massima resa e dalla lunga vita, mentre altre organizzazioni più piccole si sono trovate tra le mani la licenza d’utilizzo di un personaggio che, dieci, ha reso mille. Il fenomeno Sailor Moon, quindi, non passerà alla storia solo per il grande successo di pubblico e per l’inevitabile strascico di polemiche che ha generato, ma sarà archiviato (chissà quando…) con il merito di aver contribuito in piccola parte allo sviluppo economico di più aziende, in più settori, dalla gadgettistica, all’editoria. Bunny come gallina dalle uova d’oro? Sì, un po’ come i Power Rangers, che hanno trasformato una piccola casa di produzione americana, con sede in una cadente palazzina alla periferia di New York, nell’attuale potentissima Saban Entertainment, che riceve clienti da tutto il mondo nell’ipertecnologico Saban Plaza, al centro della grande mela, e che ora promette di realizzare una versione live proprio di Sailor Moon (seguite le prossime rubriche ‘Anime in TV’ su MAN-GA!).

Ma gli anni Novanta scatenano anche la “febbre” per il terzo millennio ormai alle porte, la corsa alla tecnologia, Internet, la clonazione… Quest’ultima non è più una fantasia descritta nei racconti di fantascienza, oggi è diventata realtà. Ma se clonare un essere umano rappresenta una scoperta eticamente discutibile, per molti moralmente inaccettabile, clonare un personaggio o un oggetto di successo è pratica in uso da sempre, che non sconvolge nessuno. Nasce Topolino, ed ecco tanti piccoli cloni che cercano di rosicchiare un po’ del successo di questo figlio di Walt Disney. Ciò che vale per le bibite – vedi Coca Cola e Pepsi – vale anche per l’editoria e per il mondo dello spettacolo. Un fenomeno di successo è sempre seguito da un codazzo di copie, o cloni, che cercano di vivere della sua luce riflessa.

Forse proprio sull’onda di questo meccanismo è nata una nuova supereroina, che nella prima parte delle sue avventure fatica a trovare spunti ed escamotage per liberarsi dalla pesante eredità lasciata dal prototipo Sailor Moon: WEDDING PEACH (continua…)

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