Il treno del futuro non aspetta: dare voce ai giovani del PNRR

“Non vogliamo solo essere ascoltati: vogliamo costruire insieme. Il futuro non si realizza a porte chiuse”

APPROFONDIMENTO
Prof. Francesca Galati
Il treno del futuro non aspetta: dare voce ai giovani del PNRR

“Non vogliamo solo essere ascoltati: vogliamo costruire insieme. Il futuro non si realizza a porte chiuse”

C’è un treno che attraversa l’Italia, carico di progetti e speranze: è quello del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Doveva rappresentare la spinta verso un Paese più moderno, sostenibile e inclusivo. Ma per molti giovani, la sensazione è che quel treno sia passato troppo in fretta, senza dare loro il tempo di salire a bordo.

Eppure, la generazione under 30 non manca di idee. Nei laboratori universitari, nei coworking e nelle associazioni nascono progetti che parlano di energie rinnovabili, rigenerazione urbana, educazione digitale, arte sociale. “Non vogliamo solo essere ascoltati: vogliamo costruire insieme”, racconta Andrea, 19 anni, che con un gruppo di coetanei ha creato un progetto di economia circolare in Calabria.

Molte città stanno iniziando a sperimentare percorsi partecipativi: forum giovanili, bilanci condivisi, spazi di co-progettazione dove le proposte dei ragazzi diventano parte del dialogo con le istituzioni. Sono piccoli segnali, ma indicano una direzione possibile: quella di un PNRR che diventi un laboratorio civico.

Perché il futuro non si realizza a porte chiuse, ma in un cantiere aperto dove competenze, visioni e generazioni si incontrano. Se istituzioni e giovani sapranno tendersi la mano, quel treno potrà davvero ripartire, carico non solo di fondi, ma di fiducia e partecipazione.