Da giorni stiamo studiando il decreto MASE pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 2024 e la mente è tornata indietro nel tempo. Nabokov ha scritto un bellissimo libro dal titolo “Parla, ricordo”.
Facciamo parlare il ricordo del febbraio 2010 quando un imprenditore arguto, coraggioso, fantasticatore ma come in un ossimoro pragmatico e realista, Giovanni Baecchi, accettò la sfida di riqualificare la pista aeroportuale dell’isola d’Elba. Per assolvere il compito l’impresa Bindi decise di utilizzare la tecnologia del riciclaggio a freddo e la posa del conglomerato di usura prodotto a “tiepido”.

L’impresa Bindi aveva acquistato un KMA200 dalla Wirtgen dando corso ad un progetto virtuoso studiando varie ricette, aggiungendo tramogge, silos, leganti idraulici innovativi, conferendo incarichi per progetti di ricerca, uno dei quali vide anche il coinvolgimento del Prof. Kim Jenkins di Stellenbosch University. Giovanni Baecchi aveva ben presente la via da seguire, la Sua lattescente visione in merito alla sostenibilità ambientale nella produzione di conglomerati bituminosi tanto che iniziò anche un percorso di produzioni “tiepidi” che fu applicato anche per la pista dell’Aeroporto di Marina di Campo. Argomenti che oggi trovano attuazione nei CAM Strade.
Parla, ricordo. Ricordare, re cordare, che significa riportare il cuore la. Chissà se il giorno in cui l’impresa Bindi iniziò i lavori a Marina di Campo ci sia stata la nebbia, quella nebbia che la dea Atena fece calare su Itaca al rientro di Ulisse e che si dissolse portando alla luce il ricordo dando corso ad una nuova storia. Che Giovanni Baecchi sia l’Ulisse del conglomerato? Parla, ricordo…

