In arrivo la patente a crediti per l’edilizia

Dal 1° ottobre entrerà in vigore la patente a crediti per l’edilizia, per imprese e lavoratori autonomi. Posticipare la data?

INFRASTRUTTURE
Francesca Danila Toscano
In arrivo la patente a crediti per l’edilizia

Dal 1° ottobre entrerà in vigore la patente a crediti per l’edilizia, per imprese e lavoratori autonomi. Posticipare la data?

Novità all’orizzonte per l’edilizia: dal 1° ottobre 2024 diventerà obbligatoria per imprese e lavoratori autonomi la patente a crediti.

La bozza del Decreto Attuativo che stabilisce l’obbligo della patente a crediti per i cantieri edili è stata presentata lo scorso luglio da parte del Ministero, il Consiglio di Stato si è espresso sull’obbligo introdotto dal Dl n.19/2024 “DL PNRR 4convertito nella legge 56/2024. Tuttavia, ad oggi la versione definitiva della norma ancora non si è vista.

Le figure professionali interessate da questa nuova regolamentazione sono tante: fabbri, gessisti, giardinieri, impiantisti, muratori, piastrellisti, serramentisti, tinteggiatori, e molte altre.

Si tratta di una direttiva che sconvolgerà il settore delle costruzioni e sulla quale Confartigianato ha più volte riferito le proprie criticità.

Cos’è la patente a crediti per l’edilizia 

La patente a crediti sarà obbligatoria per tutte le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri edili, mentre saranno esentate le aziende con l’attestato di qualificazione SOA in classifica pari o superiore alla III o che offrono forniture o prestazioni di natura intellettuale.

Sarà l’Ispettorato del Lavoro competente per territorio a rilasciare la patente, in seguito alla verifica di alcuni requisiti specifici che riguardano l’iscrizione alla Camera di Commercio, la regolarità contributiva, il rispetto degli obblighi formativi in materia di sicurezza sul lavoro, e altri parametri stabiliti dalla normativa.

Disponibile esclusivamente in formato digitale, la patente conterrà informazioni identificative del titolare e avrà il punteggio iniziale di 30 crediti fondamentali per operare nei cantieri.

Il punteggio può essere aumentato fino a un massimo di 100 crediti, grazie a criteri legati alla storicità dell’azienda, agli investimenti, e alla formazione, con l’ulteriore possibilità di incremento di 20 crediti ogni biennio in assenza di infrazioni.

Come per la patente di guida, anche in questo caso saranno decurtati crediti in caso di violazioni di alcune norme, con una perdita di crediti proporzionata alla gravità dell’infrazione. I crediti decurtati potranno essere recuperati previa verifica da parte di una commissione territoriale.

Le imprese o i lavoratori autonomi senza patente o con un punteggio inferiore a 15 crediti saranno soggetti a sanzioni amministrative pari al 10% dell’importo dei lavori (con un minimo di 6.000 euro) e all’esclusione dalla partecipazione a lavori pubblici per un periodo di 6 mesi.

Il pensiero di Confartigianato

Ma la documentazione da presentare per ottenere il rilascio è molteplice e le regole di fatto non sono ancora state ufficializzate dal decreto. Assenti anche le indicazioni riguardo l’operatività e la gestione del portale per la presentazione della domanda.

Proprio per tutti questi motivi, è stata avanzata la richiesta di prorogare l’entrata in vigore della patente a punti.

Un sistema che, secondo Confartigianato, da un lato garantisce la sicurezza sul lavoro con la formazione e sensibilizzazione degli addetti, ma dall’altro lato invece, si potrebbe trasformare solo in un ulteriore onere burocratico ed economico per le imprese artigiane e i lavoratori autonomi del settore, con conseguenze discriminatorie e di dubbia efficacia. La norma potrebbe favorire i grandi general contractors, danneggiando le realtà più piccole.

“Siamo seriamente preoccupati per la mancanza di certezze sulle regole concernenti la disciplina della patente a crediti che dovrebbe essere operativa dal prossimo 1° ottobre”, rimarca Giorgio Delpiano, Presidente CONFAPI ANIEM facendo seguito all’appello già lanciato da CNA e Confartigianato.

“Alla luce di questo quadro, i tempi per consentire alle imprese di adeguarsi al nuovo meccanismo rischiano di essere eccessivamente compressi, circostanza che rende necessario un differimento dei termini di avvio della patente e una tempistica coerente con la complessità del nuovo sistema”, conclude Confartigianato.