Infrastrutture, importanti passi avanti in Sicilia

Dalla Regione oltre 600 milioni per la viabilità. Treni, c’è l’ok alla realizzazione di due nuove stazioni ad Agrigento. Obiettivo ridurre l’isolamento delle periferie.

INFRASTRUTTURE
Francesca Franceschi
Infrastrutture, importanti passi avanti in Sicilia

Dalla Regione oltre 600 milioni per la viabilità. Treni, c’è l’ok alla realizzazione di due nuove stazioni ad Agrigento. Obiettivo ridurre l’isolamento delle periferie.

Infrastrutture ferroviarie e miglioramenti della viabilità: passi avanti in Sicilia. E’ infatti notizia di pochi giorni fa la realizzazione di due nuove stazioni ferroviarie, Fontanelle e San Michele, che saranno realizzate nel Comune di Agrigento e, in parte, in quello di Favara. Il via libera ai progetti definitivi, proposti da Rete ferroviaria italiana (Rfi) per la realizzazione delle due nuove fermate, è arrivato dal dipartimento dell’Urbanistica dell’assessorato regionale del Territorio e dell’ambiente.

«Si tratta di interventi che seguo da diversi anni e che i residenti delle zone interessate e i tanti lavoratori pendolari attendono da molto tempo – dice l’assessore regionale Giusi Savarino –. Oggi abbiamo approvato le varianti urbanistiche e dato così il via alla fase procedurale della gara, che sarà affidata con appalto integrato. Con questi interventi, consentiremo migliori collegamenti con l’area industriale e con l’ospedale San Giovanni Di Dio, riducendo allo stesso tempo l’isolamento di alcune aree periferiche. Sono certa, inoltre, che queste due infrastrutture contribuiranno a posizionare ancora meglio la città e la provincia di Agrigento nei contesti turistici, nazionali ed internazionali. Ultimi, ma non per importanza, i vantaggi in termini di inquinamento: il potenziamento della mobilità sostenibile rientra, infatti, tra gli obiettivi che, come governo, ci siamo dati».

Nel frattempo rassicurazioni importanti, in ordine alla viabilità, arrivano dal Governo Siciliano.

«Non risultano ad oggi provvedimenti statali che decurtino risorse destinate ad infrastrutture viarie o ferroviarie in Sicilia. Qualora venissero paventati tagli a danno di opere strategiche per l’Isola, il governo Schifani si batterà per far valere le proprie ragioni a tutela della mobilità e della sicurezza dei cittadini siciliani». Lo afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò in merito all’allarme lanciato negli ultimi giorni da amministratori e costruttori.

«L’unica riduzione di risorse, lineare in tutta Italia per un valore di 350 milioni di euro, riguarda le ex Province per la manutenzione straordinaria delle strade – prosegue l’assessore – Nel dettaglio, la ricaduta sui Liberi consorzi e le Città metropolitane in Sicilia è di circa 34 milioni per il biennio 2025-2026. Ma su questo aspetto desidero rassicurare i cittadini: continueremo a investire con determinazione sulla sicurezza e sull’ammodernamento della rete viaria dell’Isola. In particolare, vista l’importanza che il governo regionale riconosce ai collegamenti interni, con il presidente Schifani abbiamo già concordato che, nel caso in cui ci fossero già obbligazioni giuridicamente vincolanti, le risorse necessarie all’esecuzione delle opere saranno garantite da fondi regionali».

L’assessore Aricò ricorda anche che, in sede di predisposizione del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc), circa 640 milioni di euro sono stati destinati alla viabilità delle aree interne, delle ex Province e dei territori più fragili. A questi si aggiungono ulteriori fondi regionali per la manutenzione straordinaria, la sicurezza stradale e il completamento di opere strategiche, oltre ai vari programmi di investimento programmati che ammontano a 37 miliardi di euro ripartiti in strade, opere ferroviarie, porti ed edilizia statale.

«Proprio sul fronte delle infrastrutture ferroviarie – conclude Aricò – nei giorni scorsi Rfi ha assicurato che l’operazione di rimodulazione dei progetti comporterà un incremento complessivo delle risorse destinate alla Sicilia da circa 1,5 miliardi a oltre 1,8 miliardi di euro».