INFRASTRUTTURE: SFORBICIATA ALLA BUROCRAZIA

Grazie alla digitalizzazione, avviato con successo alla Spezia il progetto pilota per rendere più veloci le merci che le Dogane estenderanno a tutta la portualità e alla logistica italiana.

INFRASTRUTTURE
Redazione
INFRASTRUTTURE: SFORBICIATA ALLA BUROCRAZIA

Grazie alla digitalizzazione, avviato con successo alla Spezia il progetto pilota per rendere più veloci le merci che le Dogane estenderanno a tutta la portualità e alla logistica italiana.

Il fondatore del terminal Lsct di Contship Angelo Ravano aveva, cinquant’anni fa, un sogno: riuscire a consegnare la merce in container dall’Alto Tirreno a Milano, nel Nord Italia e nell’Europa Centrale (Monaco di Baviera) prima dei porti di Amburgo e Rotterdam. Può sembrare un paradosso, è invece una realtà che si traduce in una concorrenza non facile da superare a causa sia delle infrastrutture e dell’intermodalità deficitarie sia dei colli di bottiglia dell’apparato burocratico dei controlli fatti in ordine sparso da una decina di enti pubblici che proprio per questo, e non solo, giocano negativamente sui tempi di consegna.

Di acqua ne è passata sotto i ponti dai tempi di quella visione e di tappe ne sono state conquistate per riuscire a stabilire che le minori distanze geografiche tra porti e destinatari riescano a entrare nel gioco naturale delle cose, al netto delle resistenze strutturali e formali che allungano illogicamente quelle distanze a favore dei più lontani porti del Nord Europa. Risultato che fa preferire alle navi in uscita da Suez la rotta di Gibilterra e dell’Atlantico piuttosto che quella del Mare Tirreno.

A questo si è lavorato molto in questi anni soprattutto da parte di un porto che, proprio grazie a Angelo Ravano, ha fatto scuola di efficienza cogliendo al volo ogni afflato di innovazione. Per restare all’ultimo decennio, il Porto della Spezia è stato il primo ad introdurre, per ridurre i tempi, lo sdoganamento in mare, il primo ad avviare i corridoi doganali, il primo e l’unico al momento che da due anni ha un Centro Unico dei Controlli, affidato alla società privata. La Spezia Port Service, espressione degli operatori portuali privati, nel quale tutti gli enti esercitano in un solo luogo e nel medesimo momento tutti i controlli (doganali, finanziari, sanitari, igienici sulle cose e sugli animali) le verifiche richieste dalla legge.

È importante sottolineare, che questi progressi sono stati conseguiti grazie alla fiducia che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha avuto nei confronti dei privati con i quali ha via via introdotto profonde innovazioni con vantaggi per entrambi e per l’economia del Paese.

Non ha meravigliato quindi l’annuncio dato la scorsa estate dell’affidamento da parte della direzione nazionale delle Dogane al Porto della Spezia la sperimentazione del progetto pilota del Sudoco, l’acronimo ancora poco frequentato nel linguaggio comune, che sta per Sportello Unico Doganale e dei Controlli, prima di applicarlo a tutta la portualità e alla logistica italiana.

Ed ecco che si è potuto assistere in diretta video all’avvio della sperimentazione dalla sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale (cui fanno capo i Porti della Spezia e di Marina di Carrara) e in collegamento con lo stesso Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane Marcello Minenna, presenti in loco il Presidente della ADSP Mario Sommariva, il Comandante della Capitaneria di Porto della Spezia, Alessandro Ducci, il Direttore Territoriale della Liguria ADM Andrea Zucchini, l’ingegner Laura Castellani della Direzione Organizzazione e Digital Transformation, il Presidente nazionale degli Agenti Marittimi Alessandro Santi e l’amministratore delegato di La Spezia Port Service Salvatore Avena, oltre ai Presidenti delle Associazioni degli Agenti, degli Spedizionieri e dei Doganalisti Giorgio Bucchioni, Andrea Fontana e Bruno Pisano, che è anche presidente nazionale dell’Associazione dei Centri Doganali.

Come si può intuire è stata una riunione delle grandi occasioni, quelle che segnano una svolta epocale e lo straordinario valore della collaborazione tra enti pubblici e operatori privati.

Si tratta di una poderosa sforbiciata alla burocrazia con il suo consenso e la sua collaborazione non contro di essa.  Obiettivo del Sudoco è infatti di creare un single entry point per ottimizzare i tempi, i costi e la logistica nei porti: un processo completamente automatizzato e full digital che consente un notevole risparmio dei tempi dell’intero processo di sdoganamento. Ma il vero vantaggio è rappresentato dai minori costi e dal coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.

Alla Spezia è stato avviato martedì il primo modulo, che consente di realizzare gli eventuali controlli concomitanti nel Centro Unico Servizi di Santo Stefano di Magra, già attivo da due anni, con la merce che viene trasportata nel luogo designato mediante i corridoi ispettivi (infrastrutture immateriali che consentono il controllo geo satellitare dei mezzi su strada) a otto chilometri di distanza dalle banchine.

Per completezza va ricordato che il progetto pilota prevede tre moduli funzionali. Il primo, del quale abbiamo parlato sopra, è quello della «Gestione Controlli» per coordinare tutte le richieste di controllo ricevute dalle Amministrazioni coinvolte nel processo di ingresso delle merci. Seguiranno il modulo «Gestione Certificati», che ha l’obiettivo di creare un “single entry point”, agli operatori e alle amministrazioni coinvolti, per la gestione e il rilascio di provvedimenti autorizzativi. Il terzo è il modulo «Tracciamento Merci» che ha l’obiettivo di raccogliere le informazioni utili a monitorare l’evoluzione delle operazioni logistico-procedurali sulle merci.

Chiudiamo prendendo atto intanto che l’esperimento iniziale su quattro container seguiti in diretta è stato perfetto nei tempi e nei modi di esecuzione grazie alla professionalità degli operatori pubblici e privati.