Italia in fiamme: oltre 30mila ettari bruciati in sette mesi

Legambiente lancia l’allarme: 3,3 incendi al giorno devastano il territorio nazionale. Sicilia e Sud Italia sotto scacco, ma le soluzioni tecnologiche e legislative offrono speranza

AMBIENTE
Federico Di Bello
Italia in fiamme: oltre 30mila ettari bruciati in sette mesi

Legambiente lancia l’allarme: 3,3 incendi al giorno devastano il territorio nazionale. Sicilia e Sud Italia sotto scacco, ma le soluzioni tecnologiche e legislative offrono speranza

Trentamila ettari di territorio italiano ridotti in cenere in poco più di sei mesi. È l’immagine che emerge dal nuovo report “L’Italia in fumo” di Legambiente, una fotografia impietosa di un Paese che brucia al ritmo di 3,3 incendi al giorno. Dal primo gennaio al 18 luglio 2024, ben 653 roghi hanno devastato una superficie equivalente a 43.400 campi da calcio, con una media di 47,5 ettari bruciati per ogni evento.

Il Meridione si conferma il fronte più caldo di questa battaglia contro le fiamme. La Sicilia indossa la “maglia nera” con 16.938 ettari carbonizzati in 248 incendi, seguita da Calabria (3.633 ettari in 178 eventi), Puglia (3.622 ettari in 69 roghi) e Basilicata, che pur registrando solo 13 incendi presenta la media più devastante: 163,15 ettari per singolo evento. Anche Campania e Sardegna pagano un tributo pesante con rispettivamente 1.826 e 1.465 ettari andati in fumo.

Dietro questi numeri si nasconde una realtà allarmante: degli oltre 30mila ettari bruciati, 18.115 erano aree boscate e 12.733 terreni agricoli. Ma è il dato sui reati a destare particolare preoccupazione. Nel 2024 sono stati contestati 3.239 crimini legati agli incendi, con 459 persone denunciate e 14 arrestate. Il 45,8% degli incendi boschivi risulta di origine dolosa, una percentuale che sale al 70% per gli incendi di vegetazione non boschiva. Purtroppo, nel 95% dei casi i colpevoli rimangono ignoti, rendendo la lotta contro questo fenomeno ancora più complessa.

Particolarmente grave è la situazione delle aree naturali protette. Oltre 6.260 ettari delle zone Natura 2000 sono stati divorati dalle fiamme in 198 eventi distinti. Puglia e Sicilia guidano anche questa tragica classifica, con rispettivamente 2.169 e 1.547 ettari distrutti in territori di altissimo valore ecologico.

Un sistema di protezione ancora inadeguato

I ritardi nell’attuazione dei Piani antincendio boschivo (Aib) rappresentano un tallone d’Achille del sistema di protezione nazionale. Su 24 Parchi nazionali, solo 8 dispongono di un Piano Aib pienamente operativo, mentre 11 hanno piani approvati ma con iter di adozione ancora incompleto. Cinque parchi, tra cui Val Grande, Stelvio e Aspromonte, operano addirittura con piani scaduti. La situazione è ancora più critica per le Riserve naturali statali: appena 8 su 67 hanno completato l’intero processo di approvazione.

La strada verso la soluzione

Di fronte a questo scenario, Legambiente non si limita alla denuncia ma propone un piano articolato in 12 punti per invertire la rotta. Le soluzioni spaziano dal miglioramento del coordinamento istituzionale all’integrazione delle strategie di adattamento climatico con la pianificazione forestale. Particolare attenzione viene data alla gestione sostenibile delle zone rurali e all’adozione del pascolo prescritto per la prevenzione, tecniche che hanno già mostrato efficacia in altri Paesi.

Il coinvolgimento delle comunità locali emerge come elemento chiave, insieme alla necessità di garantire dati aggiornati e un catasto delle aree percorse dal fuoco sempre efficiente. Sul fronte normativo, l’associazione chiede l’estensione delle pene per il reato di incendio boschivo e il rafforzamento dei divieti esistenti.

La tecnologia come alleata

La lotta agli incendi si arricchisce anche di soluzioni innovative. Il progetto di Inwit trasforma le torri di telecomunicazioni in vere e proprie sentinelle antincendio, dotandole di videocamere smart equipaggiate con intelligenza artificiale capaci di rilevare tempestivamente pennacchi di fumo e principi di incendio. Questa tecnologia promette di ridurre drasticamente i tempi di risposta, elemento cruciale per limitare i danni.

L’emergenza incendi in Italia richiede una risposta coordinata che unisca prevenzione, repressione e innovazione tecnologica. Solo attraverso un impegno congiunto di istituzioni, cittadini e nuove tecnologie sarà possibile proteggere il patrimonio naturale del Paese dalle fiamme che, estate dopo estate, continuano a minacciarne l’integrità. Il tempo per agire è ora, prima che altri ettari di bellezza italiana vadano perduti per sempre.