Italia sotto attacco: oltre 2.500 cyberoffensive a settimana

Il nuovo report di Check Point Research fotografa un Paese sempre più esposto. Crescita progressiva del fenomeno

APPROFONDIMENTO
Prof. Francesca Galati
Italia sotto attacco: oltre 2.500 cyberoffensive a settimana

Il nuovo report di Check Point Research fotografa un Paese sempre più esposto. Crescita progressiva del fenomeno

L’Italia si conferma uno dei bersagli privilegiati del cybercrimine globale. A dirlo è l’ultimo Global Threat Intelligence Report pubblicato da Check Point Research, che evidenzia un quadro in costante peggioramento, sia per volume sia per complessità degli attacchi informatici.

Secondo i dati più recenti, nel 2026 le organizzazioni italiane subiscono in media oltre 2.500 attacchi cyber a settimana, un valore superiore di oltre il 20% rispetto alla media globale . Si tratta di un incremento rispetto all’anno precedente e della conferma di una tendenza ormai consolidata: l’Italia è tra i Paesi più esposti in Europa.

L’analisi del report mostra una crescita progressiva del fenomeno:

  • 2.221 attacchi/settimana (settembre 2025)
  • 2.291 attacchi (novembre 2025)
  • circa 2.400 attacchi (inizio 2026)
  • oltre 2.500 attacchi (marzo 2026)

Il dato non è solo quantitativo: il divario con la media globale resta costante, segno di una vulnerabilità strutturale del sistema Paese. Secondo gli esperti, questo squilibrio deriva da più fattori: digitalizzazione rapida, investimenti insufficienti in sicurezza e una cultura del rischio ancora poco diffusa nelle organizzazioni.

Uno degli elementi più critici emersi dal report riguarda l’impatto della GenAI (intelligenza artificiale generativa). Una richiesta su 31 inviata dalle reti aziendali può esporre dati sensibili. Le aziende utilizzano mediamente oltre 10 piattaforme AI diverse al mese. Questi strumenti, se non governati, diventano un potente alleato per gli hacker, che sfruttano vulnerabilità, credenziali e informazioni aziendali per attacchi mirati.

Il report evidenzia un panorama di minacce sempre più articolato, le principali: ransomware, hacktivismo e attacchi AI-driven.

Perché l’Italia è così vulnerabile? Il report e gli analisti individuano alcune criticità strutturali:

  • ritardo negli investimenti in cybersecurity
  • scarsa cultura della sicurezza nelle imprese
  • filiere produttive complesse e poco protette
  • adozione tecnologica più veloce della capacità difensiva

In altre parole, l’Italia rappresenta un “bersaglio conveniente”: alto valore economico, ma difese non sempre adeguate. Gli attacchi aumentano in numero, crescono in sofisticazione, sfruttano nuove tecnologie e si intrecciano con dinamiche geopolitiche.

La sfida non è solo tecnologica, ma culturale e strategica. Senza un rafforzamento deciso delle difese — pubbliche e private — il rischio è che il divario con altri Paesi continui ad ampliarsi, trasformando la vulnerabilità in una condizione permanente.