La compagnia aerea perde il tuo cane? Rimborsa come un trolley

La decisione della Corte di Giustizia europea a fronte del ricorso di una viaggiatrice. Imbarcato il cane in stiva, non lo ha più ritrovato

APPROFONDIMENTO
Maria Grazia Ardito
La compagnia aerea perde il tuo cane? Rimborsa come un trolley

La decisione della Corte di Giustizia europea a fronte del ricorso di una viaggiatrice. Imbarcato il cane in stiva, non lo ha più ritrovato

Gli animali domestici trasportati nella stiva di un aereo sono equiparati a un bagaglio, come conseguenza il risarcimento sarà più o meno quanto quello di una valigia.

E’ una sentenza, quella della Corte di Giustizia europea, che farà discutere, e non solo fra gli amanti degli amici a quattro zampe.

La decisione infatti stabilisce che le compagnie aeree non sono chiamate a rispondere della perdita di un cane in stiva, praticamente gli animali in un volo non sono essere viventi ma oggetti, così li valuta la giustizia civile.

La storia risale a 6 anni fa. Una signora viaggiava con il suo cane e la mamma su un volo partito da Buenos Aires diretto a Barcellona.

Questo animale da compagnia superava le dimensioni per poter accedere in cabina, dove di solito sono accettati solo quelli posti in un trasportino da porre davanti al sedile, per cui la proprietaria ha dovuto obbligatoriamente imbarcarlo in stiva.

Ma durante le operazioni di imbarco il cane è fuggito e non è stato più ritrovato.

All’arrivo in Spagna la spiacevole sorpresa della signora, che ha richiesto un risarcimento di 5000 euro per il danno morale subito a causa della perdita del suo ‘compagno a quattro zampe’.

La compagnia che operava il volo, pur avendo riconosciuto la sua responsabilità e il diritto al risarcimento, ha però stabilito che il risarcimento sarebbe stato entro il limite previsto per i bagagli.

La signora ha provato, tramite i suoi legali, a chiedere il riconoscimento dei suoi diritti alla Corte di Giustizia Ue, ma le toghe hanno confermato la versione della compagnia aerea.

I ‘pet’ non sono esclusi dalla nozione di “bagagli”, perché per i giudici, la Convenzione di Montreal riconosce sostanzialmente solo due categorie nel trasporto internazionale: quella di persone e quella di bagagli.

Di conseguenza il concetto di persone copre solo i passeggeri, tutto il resto è ‘bagagli’.

Una sentenza che appare contraddittoria con un contesto in cui meno di un mese fa abbiamo raccontato del primo volo sperimentale di Ita Airways che ha ospitato a bordo di un proprio volo di linea, tra Milano Linate e Roma Fiumicino, due cani di medie dimensioni che hanno potuto viaggiare in cabina con i loro accompagnatori senza essere rinchiuse in un trasportino.

Una novità che ha fatto il giro del mondo e che ha raccolto consensi anche tra i vertici Enac.

Chissà forse lentamente, cambierà anche la giurisprudenza.