La COP finanziaria di Baku

In partenza la 29esima edizione della Conferenza internazionale sul cambiamento climatico. Al centro la finanza per il clima.

AMBIENTE
Pamela Preschern
La COP finanziaria di Baku

In partenza la 29esima edizione della Conferenza internazionale sul cambiamento climatico. Al centro la finanza per il clima.

Dall’11 al 22 novembre nella capitale dell’Azerbaijan si terrà la Conferenza annuale sul clima, la cosiddetta COP 29. Al centro dell’agenda dell’edizione di quest’anno un nuovo target di finanziamento climatico, oltre a un aggiornamento da parte dei paesi dei loro impegni nazionali sul clima. Di qui il titolo “COP finanziaria”.

Il nuovo obiettivo quantificato collettivo (NCQG) mira a mobilitare finanziamenti per accelerare l’azione climatica nei paesi in via di sviluppo, sostituendo il precedente di 100 miliardi di dollari all’anno fino al 2025 che i paesi sviluppati hanno tardato a raggiungere.

Nella capitale dell’Azerbaijan, Baku, che quest’anno ospiterà l’evento, sono previsti circa 50.000 funzionari governativi, politici, investitori e attori non statali per discutere obiettivi climatici, finanziamenti per i paesi in via di sviluppo volti a mitigare e a sviluppare misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la transizione verso economie resilienti e a basse emissioni, nonché strategie di attuazione per mantenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C, come fissato negli Accordi di Parigi del 2015.

In discussione c’è anche il Climate Finance Action Fund (CFAF), annunciato a luglio dalla presidenza della COP29, un Fondo da cui attingere costituito dai contributi volontari dei paesi più sviluppati e delle aziende produttrici di combustibili fossili per sostenere i progetti climatici delle nazioni in via di sviluppo. Un’azione sinergica insomma tra settore pubblico e privato nel raggiungimento degli obiettivi climatici globali, che mette in evidenza il contributo cruciale di tutti gli attori finanziari: investitori istituzionali, le banche, gli investitori privati ​​e le banche multilaterali di sviluppo.

Gli studi suggeriscono che i finanziamenti per il clima dovrebbero aumentare fino a 2.400 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per i paesi in via di sviluppo con 1.000 miliardi di dollari necessari solo per gli investimenti in energia pulita. Il mancato soddisfacimento di questa domanda potrebbe costare fino a 1.266 trilioni di dollari entro il 2100 in uno scenario di 1,5°C, secondo la Climate Policy Initiative.

Il ruolo del settore privato

Dare ai privati segnali chiari e tempistiche chiari così come meccanismi di trasparenza per l’attuazione delle misure a sostegno del clima è di primaria importanza; tra questi è inclusa la revisione di quelle norme finanziarie che ostacolano i flussi di capitale verso i paesi in via di sviluppo e il sostegno all’attuazione di politiche climatiche e schemi finanziari sostenibili.

Un momento cruciale per gli impegni sul clima

I paesi si stanno preparando ad aggiornare i loro contributi a livello nazionale (i National Determined Contributions, NDC), in vista della COP30del prossimo anno: Emirati Arabi Uniti (EAU), Azerbaigian e il Brasile sveleranno il loro contenuto già durante l’edizione di quest’anno della COP. Tali contributi hanno un’importanza fondamentale in quanto offrono ai paesi l’opportunità di produrre piani d’azione capaci di attirare e incoraggiare investimenti privati ​​a lungo termine, fondamentali per la loro attuazione.

Attualmente gli NDC variano in termini di qualità e dettaglio da un paese all’altro e risultano scarsamente efficaci, in quanto mancano le informazioni di natura tecnologica e politica necessarie per guidare le decisioni di investimento. Finanziamenti insufficienti rischiano di compromettere i progressi e di ritardare l’azione globale sul clima, ponendo rischi sistemici a lungo termine per la stabilità finanziaria globale.

Le opportunità per gli investitori

Questa edizione della COP rappresenta un’opportunità per la finanza privata di entrare in contatto con decisori politici rappresentanti governativi e altri stakeholder, comunicando a questi il loro ruolo cruciale nell’affrontare le sfide climatiche cercando di colmare il divario finanziario e decarbonizzando gli investimenti.

La finanza, come evidenziato sopra, è al cuore dell’agenda della COP 29. Le decisioni prese alla COP29 daranno il tono al modo in cui i settori pubblico e privato collaboreranno per finanziare progetti sostenibili, in particolare nei mercati emergenti e nei paesi in via di sviluppo.

In questa non è sufficiente assumere impegni e dichiarazioni di intenti come quelle che, come avviene ogni anno, chiuderanno l’evento. E’ fondamentale il supporto della politica e un lavoro sinergico tra tutti gli attori interessati.