LA “CURA DEL FERRO” CHE FA BENE ALL’ECONOMIA E ALL’AMBIENTE

Fermerci e i giovani testimonial, diplomati dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, hanno spiegato agli studenti le consistenti opportunità di lavoro offerte dallo sviluppo delle ferrovie.

AMBIENTE
Redazione
LA “CURA DEL FERRO” CHE FA BENE ALL’ECONOMIA E ALL’AMBIENTE

Fermerci e i giovani testimonial, diplomati dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, hanno spiegato agli studenti le consistenti opportunità di lavoro offerte dallo sviluppo delle ferrovie.

Nella sfida della transizione economico-ecologica è diventato irreversibile il processo di sviluppo delle ferrovie per il trasferimento da camion a treno delle merci. Rodolfo Giampieri, presidente di Assoporti insistite su questo tasto ammettendo che purtroppo sono stati accumulati ritardi su ritardi. Ma proprio per questo lo sviluppo del trasporto merci su rotaia, avviato con un poderoso piano, ha ormai un orizzonte tracciato.

Il Rapporto Fermerci-Isfort rileva dal canto suo che nel settore logistico ferroviario italiano l’elevata presenza di personale, ultracinquantenne, prossimo alla pensione provocherà un consistente ricambio generazionale. E di conseguente sarà pure consistente l’aumento della domanda da parte delle imprese ferroviarie di nuovi addetti. Un aspetto messo in evidenza dal Direttore Generale di Fermerci, Giuseppe Rizzi ache è intervenuto al primo appuntamento di Fermerci in Formazione nell’Auditorium dell”Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale della Spezia.

L’iniziativa di Fermerci, l’associazione che rappresenta i principali operatori del trasporto ferroviario delle merci in Italia, ha permesso intanto un confronto sulle nuove opportunità lavorative tra gli studenti dell’ultimo anno della sezione trasporti e logistica dell’Istituto “Giovanni Capellini – Nazauro Sauro”, il Centro di formazione ferroviaria della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, e le società Mercitalia Shunting & Terminal, Medway e Oceanogate.

Gli operatori intervenuti hanno spiegato quali sono le opportunità d’impiego nel settore e l’ampio ventaglio di figure professionali: macchinisti, preparatori del treno, operatori d’impianto, operai per la manutenzione, manovratori. Ma di sicuro effetto sono stati i giovani testimonial abilitati dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, che da trent’anni forma le nuove professionalità, entrati nelle società del trasporto ferroviario dopo rigorosi e impegnativi percorsi sia teorici sia pratici.

Così spiegato il mondo delle ferrovie ha attratto l’attenzione degli studenti in maniera incisiva dopo che lo stesso direttore della Scuola Nazionale Trasporti e Logistica Federica Catani aveva inquadrato il tema nel più ampio mondo di tutta la catena logistica. All’incontro è seguita la visita guidata al terminal Lsct di Contship e alle aree retroportuali di interesse ferroviario a Santo Stefano Magra dove è attivo il primo, e ancora unico in Italia, CUS (Centro unico dei Servizi) gestito dalla Società “La Spezia Port Service”.

A dominare insomma è stata la concretezza tenuto conto oggi più che mai che il settore della logistica e del trasporto ferroviario, pur rappresentando una quota minoritaria del complesso della mobilità delle merci non solo in Italia ma in Europa, costituisce un comparto economico fondamentale in quanto base, come detto, imprescindibile di una qualsiasi politica dei trasporti che si ponga obiettivi generali di decarbonizzazione dell’ambiente, “circolarità” dell’economia, sostenibilità della circolazione delle merci e integrazione tra le diverse modalità di trasporto, la così detta intermodalità.

Va ricordato infine che il comparto logistico ferroviario in Italia, ancora oggi non esprime tutte le sue potenzialità ed è rappresentato da volumi di traffico distanti dalla media Europea (per una quota modale dell’11,9% rispetto a una media UE pari al 16,8% – dati 2020 Eurostat).

Fino ad oggi, venti anni di politiche pro-liberalizzazione del mercato, quattro pacchetti di norme europee e interventi legislativi nazionali di sostegno della “cura del ferro”, non sono purtroppo bastati per raggiungere gli ambiziosi obiettivi ambientali periodicamente fissati dai legislatori.