La demenza digitale

Studi attuali suggeriscono che, l’uso appropriato e consapevole della tecnologia digitale potrebbe essere un fattore protettivo per la salute cognitiva degli anziani.

SALUTE
Francesca Danila Toscano
La demenza digitale

Studi attuali suggeriscono che, l’uso appropriato e consapevole della tecnologia digitale potrebbe essere un fattore protettivo per la salute cognitiva degli anziani.

L’uso della tecnologia digitale è ormai pervasivo nella nostra vita quotidiana, influenzando profondamente il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, impariamo e ci divertiamo. È uno strumento potente con una vasta gamma di applicazioni e implicazioni, con risvolti positivi ma anche negativi.

Per sfruttare al meglio i vantaggi della tecnologia digitale e minimizzare i rischi, è essenziale però promuovere un uso consapevole ed equilibrato, a qualsiasi età venga usata.

Proprio a questo proposito, si è spesso associato l’uso della tecnologia digitale a un aumento del rischio di demenza, ma sembra essere smentito da un recente studio pubblicato su una nota rivista scientifica. Secondo i neuroscienziati che lo hanno condotto, infatti, le tecnologie digitali risultano invece, associate a un ridotto declino cognitivo.

Demenza e tecnologia digitale

L’analisi diffusa su Nature Human Behaviour ad aprile 2025 ha analizzato i dati di 411.430 adulti, con un’età media iniziale di 68,7 anni, provenienti da ricerche osservazionali sia trasversali sia longitudinali, con un follow-up medio di 6 anni.

Basta guardare il telegiornale ogni giorno per vedere persone che parlano di come le tecnologie ci stiano danneggiando. Le persone usano spesso i termini ‘svuotamento del cervello’ e ‘marciume del cervello’, e ora ‘demenza digitale’ è un’espressione emergente. Come ricercatori, volevamo sapere se questo fosse vero”, ha affermato Michael Scullin, professore associato di psicologia e neuroscienze alla Baylor University e coautore dello studio.

Dai risultati si evince che un maggiore utilizzo della tecnologia digitale è associato a una riduzione del 58% del rischio di declino cognitivo.

La teoria secondo cui l’esposizione estesa alla tecnologia digitale peggiora le capacità cognitive non è stata supportata dalle evidenze moderne. Anzi, l’uso della tecnologia potrebbe contribuire a una migliore salute del cervello negli anziani. L’interazione con la tecnologia può stimolare la memoria e il pensiero, aiutando il cervello a resistere ai cambiamenti legati all’età. Strumenti digitali quali promemoria, GPS e online banking possono sostenere gli anziani nel restare indipendenti nonostante alcune difficoltà cognitive.

Un aumento della connessione sociale

La tecnologia ha sconvolto la comunicazione, grazie a nuove possibilità di contatto e partecipazione sociale attraverso le videochiamate, e-mail e app di messaggistica che aiutano a mantenere vive le relazioni, in particolar modo per chi ha distanti i propri familiari. La buona rete sociale si collega a un eccellente funzionamento cognitivo negli anziani, unendo l’uso delle tecnologie digitali a un minore rischio di isolamento e demenza.

Quando cambiamenti cognitivi pregiudicano l’indipendenza nelle attività quotidiane viene diagnosticata la demenza. Oggi ci sono strumenti digitali come promemoria, GPS e banche online che possono aiutare gli anziani a conservare la loro autonomia malgrado i deficit cognitivi.

Un utilizzo sano della tecnologia

Pur identificando gli aspetti negativi della tecnologia, come la guida distratta e l’uso eccessivo che può sostituire le interazioni faccia a faccia, Scullin rimarca quanto sia valido incoraggiare un uso sano degli strumenti digitali per la salute cognitiva degli anziani.

Se avete un genitore o un nonno che si tiene lontano dalla tecnologia, forse è il caso di riconsiderare la questione. Potrebbero imparare a usare le applicazioni di foto, messaggistica o calendario su uno smartphone o un tablet. Iniziate in modo semplice e siate molto pazienti mentre imparano”, ha affermato Scullin.

Lo studio non si può di certo definire concluso: “Poiché la pratica clinica continua a evolversi verso un approccio personalizzato di medicina di precisione, sarà necessario identificare per chi e per quanto tempo tale supporto digitale è efficace”, hanno definito i ricercatori.