Documenti, filmati e testimonianze sulla figura di Martin Luther King, sul valore della sua battaglia per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani, sulla storia del movimento nonviolento e sull’impegno del grande leader americano per la pace tra i popoli. I materiali sono il cuore di una mostra organizzata dall’Università La Sapienza di Roma che non solo esplora le tappe del pensiero e la diffusione del messaggio del leader premio Nobel per la pace nel 1964, ma ricostruisce l’impatto del suo messaggio nell’Italia degli anni ’50 e ’60.
“In un tempo attraversato da conflitti, fratture e profonde polarizzazioni, sentiamo con forza la responsabilità di custodire e rilanciare i valori universali della fratellanza, dell’equità e della solidarietà, che sono al cuore della missione universitaria e dell’eredità morale di Martin Luther King – dice Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza – La sua voce, che ha ispirato milioni di persone nella conquista dei diritti civili ad ogni individuo, continua a risuonare oggi come un invito a costruire una società più giusta e inclusiva. Questa mostra vuole essere un ponte tra memoria e presente, un’occasione per ricordare che il sogno di Martin Luther King non appartiene solo alla storia americana, ma parla a tutte le comunità che credono nella dignità, nella pace e nella forza trasformativa dell’impegno civile.”

I due percorsi della mostra – visitabile fino al 15 gennaio 2026 al Museo di Scienza della Terra, alla città universitaria – procedono in parallelo. La mostra americana, ‘Martin Luther King. Diritto alla libertà’, curata da Ashley Woods in collaborazione con il King Center for Nonviolent Social Change e la Estate Dr. Martin Luther King, ripercorre le principali tappe della battaglia per il riconoscimento dei diritti civili, con un ricco repertorio fotografico e documentario, che unito ad una selezione di oggetti consente al visitatore di comprendere le condizioni di umiliazione e ingiustizia sociale, economica e culturale subita dai cittadini afroamericani fino agli anni ’60. La mostra dedicata all’impatto sulla cultura in Italia, curata da Sapienza Università di Roma con il coordinamento scientifico di Irene Baldriga, racconta la storia in gran parte inedita della ricezione che il potente messaggio di King incontrò nel nostro Paese. Documenti d’archivio, fonti letterarie, testimonianze dirette e un ampio repertorio giornalistico e multimediale – anche grazie ai filmati storici concessi dalle Teche Rai – restituiscono una partecipazione ed un senso di consapevolezza ampiamente diffusi in vari ambienti politici e culturali, in una prospettiva trasversale che toccò gli ambienti cattolici, i circoli moderati come l’ampia galassia che al tempo componeva la sinistra italiana. Dalla lungimiranza di Fernanda Pivano, alla tenace capacità descrittiva di Italo Calvino – che nel 1960 incontrò King proprio ad Atlanta – fino alla voce spezzata di Piero Angela che in un concitato telegiornale del 5 aprile 1968 si trovò ad annunciare la morte del leader americano.

