LA FRANCIA DICE ADDIO AGLI SCONTRINI FISCALI

La misura, decisa dal governo per contrastare l’impatto ambientale della produzione di carta, è entrata in vigore nel paese lo scorso 1° agosto.

AMBIENTE
Redazione
LA FRANCIA DICE ADDIO AGLI SCONTRINI FISCALI

La misura, decisa dal governo per contrastare l’impatto ambientale della produzione di carta, è entrata in vigore nel paese lo scorso 1° agosto.

Scontrino fiscale, adieu!

Proprio così: in Francia, gli esercenti, non avranno più l’obbligo di stampare la ricevuta fiscale da consegnare al cliente ma dovranno farlo solo su esplicita richiesta dell’acquirente.

La misura, in vigore dal 1° di agosto, è stata adottata dal governo francese per ragioni ecologiche: è stato infatti calcolato che ogni anno, nel paese, vengono stampati ben 12,5 miliardi gli scontrini, l’equivalente di 150mila tonnellate di carta che per essere prodotta prevede l’abbattimento di 25 milioni di alberi e un consumo di acqua pari a 18 miliardi di litri.

Un impatto ambientale decisamente alto che, dunque, la nuova normativa, in linea con la leggeanti-spreco e sull’economia circolare“, approvata nel 2020, ha deciso di provare a limitare riducendo contestualmente la produzione di rifiuti, che, nel caso degli scontrini fiscali, molto piccoli e spesso complicati da raccogliere, rende complicata anche la possibilità di un loro sistematico riciclo.

La nuova norma si applica anche agli scontrini emessi da pagamento con carta ma non riguarderà indistintamente tutte le transazioni: la stampa rimarrà infatti obbligatoria quando, per esempio, allo scontrino fiscale è legata la durata della garanzia di un prodotto (ad esempio per gli elettrodomestici o i telefoni), per le transazioni annullate o quando lo scontrino si riferisce a un servizio (parrucchiere, officina, hotel, ristorante etc.) che costa più di 25 euro.

È stabilito, in ogni caso, che i negozianti dovranno obbligatoriamente esporre un cartello nei pressi delle casse che ricordi alla clientela il diritto a chiedere la stampa dello scontrino qualora lo si desideri.

Come tutte le nuove leggi, soprattutto quelle che impattano in maniera così diretta sulla nostra vita quotidiana, anche questa sugli scontrini ha incontrato sul suo cammino una serie di ostacoli, subendo ben due rinvii – il primo a gennaio e il secondo ad aprile – e le perplessità di alcune categorie.

In particolare, alcune associazioni di consumatori tra cui UFC-Que Choisir e Familles rurales hanno criticato il provvedimento argomentando che per molte famiglie gli scontrini fiscali rappresentano anche un metodo di rendicontazione e gestione del bilancio familiare, nonché un riscontro immediato per verificare l’esattezza degli importi pagati.

A tali osservazioni il governo d’oltralpe ha replicato che la norma non intende abolire gli scontrini fiscali ma dare la possibilità ai consumatori di rifiutarlo.