STRADENUOVE – L’inizio del 2026 è importante per la Guinea Equatoriale, infatti la capitale è stata trasferita da Malabo, sull’isola di Bioko, a Ciudad de la Paz (nella provincia orientale di Djibloho) sulla terraferma. La Guinea Equatoriale è un piccolo paese dell’Africa centro-occidentale, con un milione e mezzo di abitanti, affacciato sul Golfo di Guinea, e confina con Cameron e Gabon. Ex colonia spagnola, è l’unico Paese africano dove si parla spagnolo, insieme a francese, portoghese e idiomi locali. La religione ufficiale è il cristianesimo. Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, che governa il paese da 46 anni, ha voluto Ciudad de la Paz per avere una capitale più moderna e capiente, e nel continente. Infatti Malabo è sull’isola di Bioko, quindi per arrivare sulla terraferma la via più veloce è l’aereo per Bata (in traghetto il viaggio è lunghissimo), ma in caso di maltempo questo viene sospeso. Quindi in un prossimo futuro l’hub internazionale dovrebbe essere l’aeroporto di Mongomoyen a 20 minuti d’auto da Djibloho. Oggi per arrivare alla nuova capitale si atterra a Malabo, poi si prendere l’aereo per Mongomoyen che c’è solo al venerdì e al sabato. C’è l’aereo per Bata (tutti i giorni), da dove, per la nuova capitale, ci sono 160m km di autostrada, 90 minuti di auto, che si può noleggiare anche con autista. La strada è ottima e suggestiva, attraverso la foresta. E arrivando alla nuova capitale, si scopre che c’è un pezzetto di Italia. E’ il Grand Hotel Djibloho, costruito dall’azienda italiana Piccini Construction, e da 10 anni è il cuore dell’accoglienza in città. Il Direttore Generale Vincenzo Presti, con i suoi manager italiani (chef compreso, che prepara piatti sia italiani che con ingredienti locali, il pesce e i crostacei sono buonissimi) ha portato il meglio dell’accoglienza del Belpaese in quello che definisce “uno dei 100 migliori hotel al mondo”. E’ un grande resort con 380 stanze e 50 mega ville (4 camere ciascuno), 6 bar e 4 ristoranti, su 18 ettari, con SPA, piscina, un campo da golf. Dalle eleganti e belle camere la vista spazia fino alla foresta, dove si possono fare alcune escursioni.
Cosa vedere in Guinea Equatoriale? C’è una varietà paesaggistica e culturale incredibile: foreste pluviali, spiagge incontaminate, isole vulcaniche, villaggi animisti, la cultura fang e bubi, la storia coloniale spagnola e una biodiversità stupefacente, e città dove lo spirito moderno convive con quello tradizionale, che si trova nei mercati locali. Bioko ha un entroterra da esplorare, la strada porta nella foresta fino a una bella cascata sul mare, alla spiaggia di Arenas Blancas, al villaggio di Ureka, e con un saliscendi sempre nella foresta si giunge alla cittadina di Moka base per il trekking, in un percorso suggestivo fra una vegetazione fittissima con bambù giganteschi e felci alte come alberi. Bata, sul continente, ha un moderno lungomare e negozi, supermercati, bar e ristoranti di stampo occidentale, ma anche mercati tipici. La Guinea Equatoriale è anche mare, e l’isola di Corsico non per niente viene definita “Maldive dell’ Africa”: ha lunghe bianche spiagge stupende e un piccolo villaggio dove la chiesa ha la curiosa forma di una barca rovesciata (o un ferro da stiro). Sempre per restare in tema italiano, a Mongomo, c’è…la Cattedrale di San Pietro! Infatti la Cattedrale dell’Immacolata è una copia più piccola di San Pietro di Roma, con i lunghi portici e i marmi italiani all’interno, ed è stata nominata diocesi il 1 aprile 2017 da Papa Francesco. Per andare in Guinea Equatoriale occorre il passaporto, e il visto si fa fare online.
